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Mafia

di Laura Distefano

23 Maggio 2026, 07:15

«Il grado di fidelizzazione in capo ad Aldo Ercolano, figlio di Pippo, non può minimamente essere scalfita da regolari comportamenti nelle strutture carcerarie o da mere relazioni positive di natura amministrativa». Per il sostituto procuratore generale Nicolò Marino non può bastare comportarsi bene durante la detenzione per cancellare anni di orrori e di crimini. Anzi. Ercolano, uomo di primissimo piano di Cosa Nostra, non ha mai mostrato segni «contrari alla fede mafiosa». Fanno da contraltare, per il Pg, i segnali forti «di radicata fedeltà alla mafia in cui ci si imbatte di continuo» analizzando l’imponente faldone di atti che è depositato nel processo d’appello. Che è scaturito da un ricorso del Pg Marino e del Procuratore aggiunto Sebastiano Ardita contro il rigetto dell’applicazione della misura di prevenzione personale a carico del capomafia.