Su tutti, i test di Reggio Calabria e Crotone diranno molto in prospettiva elettoral-parlamentare, ma anche sulla giunta regionale che verrà. Non è infatti assolutamente detto che il governatore voglia limitarsi ad una sorta exstension della chioma esecutiva; potrebbe arrivare pure a cambiare totalmente ‘taglio’ e relativa pettinatura. L’importante è che i bigodini non superino il numero magico delle 9 unità.
I partiti che devono trovare le ‘putighe’
Ci sono partiti che devono fare provviste alle varie ‘putighe’ del voto per riprendersi un po’; altri per consolidare la leadership nelle rispettive coalizioni per poter contrattare quote nell’uninominale, visto che accordi veri sulla nuova legge elettorale parlamentare non se ne apprezzano ancora; altri ancora devono difendere il diritto a dire la propria quando si deciderà, appunto, con quali donne e uomini (di partito) Roberto Occhiuto dovrà allargare l’esecutivo, ammesso e non concesso che tutti gli altri sette nominati a novembre rimangano in sella. Noi, per esempio, da tempo, nutriamo forti dubbi sulla intoccabilità degli assessori “senza voti”, ragion per cui non sarebbe una grande notizia se qualcuno di essi zompasse o andasse ad occupare altra postazione. Tra le forze sotto pressione, spiccano Noi Moderati e Lega, con la seconda a caccia di buon piazzamento sul fronte reggino, dal momento che in ambito crotonese il partito di Salvini funziona poco ed è completamente da rifondare.Il Carroccio schierato sullo Stretto, invece, è a trazione Mattiani, il consigliere regionale indicato come possibile nuovo assessore del governo regionale. La “sua” Lega dovrà tuttavia sudare parecchio per dimostrare che tiri ancora, nonostante lo shopping vannacciano in corso ai suoi danni, la fine dell’effetto-Durigon ( il sottosegretario ha deluso piu’ di un dirigente in Calabria) e la concorrenza interna alla coalizione a sostegno di Ciccio Cannizzaro della lista concepita da un certo Peppe Scopelliti, il quale-per paradosso- della eventuale promozione dell’aitante consigliere leghista potrebbe giovarsi, poiché la stessa significherebbe ingresso certo nel parlamentino calabrese dello scopellitiano primo non eletto leghista, Sarica.








