Gli stabilimenti balneari hanno ormai ufficialmente aperto in quasi tutta Italia: la stagione estiva 2026 si prepara a entrare nei mesi più caldi. Oggi, con dati aggiornati al 2025, ci sono oltre 7mila strutture sparse per i lidi di tutta la Penisola, pronte ad accogliere turisti e cittadini. Un tempo erano molte meno: nate intorno alla fine del 18esimo secolo, inizialmente erano appannaggio prima dei soli nobili e poi della più alta borghesia. Da quando hanno iniziato a diffondersi in Europa, l’Italia è sempre stata uno dei Paesi con gli stabilimenti balneari più gettonati. Ma quali sono i più antichi dello Stivale? E come sono cambiati, per architettura e funzione, dalle origini a oggi?
I moderni stabilimenti balneari nascono come evoluzione degli stabilimenti termali, come ad esempio quelli dell’area di Montecatini. Solo in un secondo momento, tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, si spostarono in riva al mare, ma si trattava comunque di luoghi pensati più che altro per la talassoterapia: si curavano problemi respiratori, reumatici e circolatori, oltre che stati nevrotici e depressivi. Si ricordano ad esempio i Bagni Baretti di Livorno, inaugurati nel 1781. L’abitudine di passare i mesi più caldi in queste strutture prese piede inizialmente tra l’aristocrazia inglese e francese.











