Il tavolo bipartisan istituito per trasferire la moschea di Borgo marina "è saltato sul nascere solo per colpa dello scontro tutto interno al centrodestra. E questo il consigliere Renzi lo sa bene". Così giovedì l’assessore Juri Magrini, che ha fatto il punto sulla moschea di corso Giovanni XXIII (foto). A incalzare l’amministrazione sul centro islamico Al Tawid è stato proprio il capogruppo di Fratelli d’Italia. Per Gioenzo Renzi, il Comune non ha ancora fatto i dovuti controlli per accertare l’incompatibilità della moschea in quel luogo. È una battaglia che il consigliere porta avanti da molti anni: la moschea in corso Giovanni XXIII ha aperto nel 2004.

"In questi anni i controlli ci sono stati eccome – la stizzita replica di Magrini – I primi accertamenti sono stati completati nel 2017, condotti dalla polizia locale insieme agli uffici dell’edilizia e all’Ausl". E altri sono stati eseguiti nel 2024 "proprio a seguito di un’interrogazione di Renzi". Dai controlli "sono emersi – ha aggiunto Magrini – un paio di abusi edilizi. Sono stati segnalati alla Procura e sono in corso le istruttorie per la demolizione e il ripristino". Non solo: "La settimana prossima è in programma un ulteriore sopralluogo dell’ufficio controlli edilizi e della polizia locale". Chiarito questo, "resta il problema politico – ricorda Magrini – Il sindaco e la giunta hanno preso l’impegno di trovare la soluzione per spostare la moschea. È stato avviato un tavolo bipartisan, chiesto peraltro dalla stessa minoranza". Ma il tavolo è "saltato sul nascere, per lo scontro tutto interno al centrodestra". Renzi non ci sta: secondo lui questo è un alibi. E torna a chiedere al Comune di eseguire "controlli con tutti gli enti competenti", affinché venga dichiarato una volta per tutte che "lì la moschea non può restare perché quell’edificio non è compatibile con luoghi di culto".