Nei primi giorni di vita parlamentare, ho ricevuto due lezioni che mi sono state importanti per tutto il resto dei miei giorni. Avevo seduto vicino a me un deputato pugliese abbastanza massiccio e con un carattere aggressivo. Ogni volta che parlava un democristiano gli urlava contro, quando parlava un missino non vi dico cosa succedeva. Il terzo giorno il Segretario d'Aula, che è quello che coordina i lavori del gruppo parlamentare, gli si avvicina e dice: «Guarda, qui stiamo per parlare con quelli che non la pensano come noi». La cosa era illuminante: in Parlamento si sta fra persone che non la pensano allo stesso modo. «Per cui - disse il segretario d'aula -, quando finisce la seduta vai da quei due, gli offri un aperitivo e la chiudete là». L'altro gli disse: «Va bene. Gli offro l'aperitivo. Però quelli sbagliano sempre».E l'altro rispose: «È statisticamente impossibile».

Le lezioni per la politica e per la vita civileAllora qui c'erano due lezioni: in Parlamento, in politica, si sta per parlare con quelli che non la pensano come noi; è impossibile che l'altro sbagli sempre ed è impossibile che tu abbia sempre ragione. Un'altra lezione avvenne qualche giorno dopo. Presiedeva la presidente Nilde Iotti e c'era stato un alterco tra due deputati di opposte gruppi parlamentari. La presidente disse: «Colleghi, vi prego, nella mia vita politica ho capito che fare politica significa sforzarsi di capire le ragioni degli altri». I due rimasero un po' fermi, poi dopo la tempesta si acquietò. Quindi, riepilogando. Primo si sta per parlare con quelli che non la pensano come noi. È impossibile che l'altro sbagli sempre. Bisogna sforzarsi di capire le ragioni degli altri.