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Intensa attività della Guardia di finanza per combattere il lavoro nero
GROSSETONon si ferma il lavoro delle Fiamme Gialle del comando provinciale di Grosseto nel contrasto al fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, portando alla luce numerose violazioni. Una piaga, quella del caporalato, che è diventata ormai da troppi anni una costante fissa anche in provincia di Grosseto. Molte le denunce partite anche nelle settimane scorse dal sindacato: la Cgil aveva infatti alzato il velo su situazioni al limite che ha visto protagonisti decine di braccianti umiliati (e in alcuni casi anche picchiati) da Caporali senza scrupoli. Durante l’ultimo periodo sono stati ben 45 gli interventi effettuati sull’intero territorio della provincia dai finanzieri dei vari Reparti. Interventi che hanno interessato diversi settori, tra cui, in particolare, quelli della ristorazione, dell’edilizia e dei servizi alla persona, ambiti che vedono il ’sommerso’ ancora volta preponderante. Nel corso dei controlli sono state 130 le persone identificate e le cui posizioni lavorative sono state oggetto di successivo esame per specificare l’effettiva natura del rapporto di lavoro. Controlli che hanno riguardato anche alle caratteristiche delle prestazioni svolte e alle condizioni lavorative. Gli accertamenti hanno così consentito di individuare 16 lavoratori intenti a svolgere le proprie mansioni completamente ’in nero’, ma anche ulteriori 32 lavoratori ’irregolari’, impiegati con modalità non conformi alla normativa vigente. Tra questi figurano, tra gli altri, un cuoco, un barbiere e un addetto a un autolavaggio. In 3 casi è stata avanzata formale richiesta all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Grosseto per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività lavorativa, a seguito della constatazione che oltre il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro al momento dell’ispezione risultava impiegato senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.Le fiamme gialle hanno anche controllato i cosiddetti ’datori di lavoro’ e in sette occasioni, proprio a quelle specifiche figure professionali, è stata applicata la maxi-sanzione amministrativa pecuniaria, che va da 1.950 a 11.700 euro. Sanzione che dovrà essere corrisposta per ciascun lavoratore irregolare. Sempre nell’ambito delle operazioni eseguite, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria un ristoratore per aver violato le norme che devono essere seguite e che si trovano sul testo Unico sull’immigrazione. Il ristoratore che lavora sempre in una località in provincia di Grosseto, aveva impiegato personale alle proprie dipendenze, di origine straniera, in assenza del prescritto permesso di soggiorno. Attività, che saranno intensificate con l’approssimarsi della stagione estiva, si inseriscono nel più ampio dispositivo messo in campo dalla Guardia di finanza di Grosseto a tutela dei cittadini onesti e delle imprese che rispettano le regole, nonché a protezione dei lavoratori, quali parti più vulnerabili nei rapporti di lavoro.






