Argelato, 23 maggio 2026 – “L’anziana è tornata da noi dicendo che aveva capito di essere stata raggirata, perché non avevano mai costruito la casa intitolata al figlio”. Questa - a parlare è un dipendente di una banca - è una delle testimonianze rese ieri in aula davanti al giudice Andrea Migliorelli (fascicolo della pm Morena Plazzi) nel processo a carico di due dirigenti della comunità religiosa Santa Maria della Venenta (oggi Santa Maria della Vita) di Argelato, Enzo Guermandi e Rossella Gamberini.
Due maxi bonifici da quasi un milione di euro
I due sono accusati di circonvenzione di incapace dopo due maxi bonifici da parte di due donne a favore della loro comunità: uno da 750mila euro, che fu effettuato da una ragazza poco più che ventenne sopravvissuta a un gravissimo incidente stradale, e l’altro da 210mila euro, effettuato da una anziana in lutto per il figlio deceduto che voleva così fare un dono alla comunità religiosa, con la promessa (che non sarebbe stata mantenuta) di realizzare una struttura nel nome del ragazzo. Le parti civili sono assistite dagli avvocati Francesco Calcatelli e Giacomo Nanni. Le indagini sono state svolta dal Nucleo investigativo dei carabinieri
Come minacciavano le loro vittime










