Chi sa parli: lo chiede pubblicamente la polizia inglese, come farebbe in qualunque indagine dove sono cruciali le testimonianze del pubblico. Questa volta però nel mirino è il fratello minore di re Carlo terzo. L’ex principe Andrea, ormai declassato a signor Mountbatten-Windsor. Nel silenzio della giustizia Usa, in Inghilterra è invece scattata la fase due dell’inchiesta partita dai documenti dell’archivio del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, di cui Andrea fu amico fino alla fine. Come nel gioco dell’oca la nuova pista porta al punto di partenza, cioè agli abusi sessuali su ragazze minorenni. Quando Andrea fu arrestato a febbraio, interrogato per 12 ore e poi rilasciato, sembrava che l’unica ipotesi di reato fosse l’abuso d’ufficio. Dalle carte di Epstein, documenti e mail, era chiaro infatti che l’allora principe passasse all’amico finanziere notizie riservate sugli accordi commerciali del governo e di aziende britanniche, di cui Andrea era al corrente nella sua veste di inviato speciale per il commercio.

Ora invece l’appello della polizia della Thames Valley, una delle tre centrali che indaga, allarga il campo tornando appunto sulla pista sessuale. Il “Lolita express” di Epstein, famigerato aereo privato che consegnava anche a domicilio le ragazze ai ricchi amici in cerca di avventure sessuali, fece infatti molte tappe negli aeroporti attorno a Londra. Così l’ex principe in disgrazia, convinto di essersi liberato qualche anno fa della maggiore accusatrice, Virginia Giuffré, pagandole 12 milioni di sterline, si ritrova invece di nuovo al centro di una inchiesta su prostituzione minorile. Si ricomincia dunque dalla casella di partenza: una seconda ragazza ha raccontato a un avvocato americano di essere stata portata a Londra nel 2010 e di avere passato la notte con Andrea, che prima di congedarla le aveva anche offerto un tour di Buckingham Palace, té delle cinque compreso. La mamma regina Elisabetta evidentemente faceva finta di non vedere.