Un trapano o un flex rimasto collegato al quadro elettrico anche nelle ore notturne. Una disattenzione micidiale, che potrebbe stare alla base delle fiamme che hanno divorato il teatro Sannazaro. Siamo nel campo delle ipotesi, non ci sono certezze, ma al momento è questa la pista battuta dagli inquirenti, in attesa di una maxiperizia disposta dalla Procura di Napoli. Un passo indietro. Torniamo all’alba dello scorso 17 febbraio, quando le fiamme distrusse uno dei luoghi più amati e identitari per la cultura cittadina. Non si esclude che a innescare l’incendio siano stati degli strumenti da lavoro collegati alla rete elettrica.

I lavori Fino al giorno precedente all’incendio, erano in corso dei lavori di manutenzione, nella zona del palco e del sotto palco. Secondo una primissima valutazione potrebbe esserci stato il surriscaldamento di uno degli utensili usati per la manutenzione. Calore eccessivo, una scintilla e le fiamme. Quanto basta a spingere la Procura di Napoli ad iscrivere nel registro degli indagati il gestore Salvatore Vanorio e il fabbro Giuseppe Falco, che dovranno difendersi dall’accusa di incendio colposo. Si lavora sul fronte di un reato legato a possibili imprudenze o negligenze nella gestione delle attività di restauro interno, si punta a stabilire con certezza il punto di innesco. Uno scenario che ha spinto la Procura a fissare per il prossimo 27 maggio un accertamento tecnico irripetibile, un atto garantito che consentirà a tutte le parti (ai due indagati e alle otto parti offese, tra cui il ministro della Cultura), nel tentativo di individuare l’innesco delle fiamme. Inchiesta condotta dal pm Mario Canale, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Ricci, la svolta ha una evidente connotazione tecnica. Dopo almeno tre mesi di indagine, sarà così possibile accedere all’interno del teatro che non c’è più. Ore 10, al civico 156 di via Chiaia, l’ingresso per l’esame dei reperti. C’è una indicazione di massima, a leggere l’avviso di accertamento indirizzato dalla Procura: «Analisi dei reperti presenti nella zona di palco e sotto palco, al fine di individuare luogo, cause e mezzi di attivazione del fuoco». Una strategia che dovrebbe consentire di eliminare alcune ipotesi che erano state avanzate fino a questo momento. Se l’attenzione si focalizza nella zona di palco e sotto palco vuol dire che le origini dell’incendio sono interne al teatro. Non si sarebbe trattato di una causa esterna, non ci sarebbe stato un mozzicone di sigaretta o di un petardo lanciato dalle palazzine esterne alla struttura. Come a dire, il cerchio si stringe. L’analisi Una vicenda che fa leva anche sull’analisi di carte e testimonianze fino a questo momento raccolte da parte della polizia e degli stessi uomini dei vigili del fuoco. In sintesi, si parte da alcune infiltrazioni nei pressi del palcoscenico che erano state rinvenute alcune settimane prima della distruzione del teatro. Una serie di criticità che hanno messo in moto l’esigenza di effettuare lavori di manutenzione, fino all’intoppo dello scorso febbraio. Un quadro elettrico rimasto acceso? Il surriscaldamento notturno di un macchinario? Al momento non ci sono riscontri, si attende la maxiperizia che inizierà la prossima settimana. Difeso dal penalista Pasquale Coppola, il gestore Vanorio appare sereno e ripone piena fiducia nel lavoro della magistratura: «Ben venga qualsiasi accertamento in grado di far emergere la verità», ha spiegato per il momento il gestore della struttura che per anni ha ospitato il teatro Sannazaro. Sono sempre i legali dei due indagati a dirsi pronti a nominare i propri consulenti per trarre le proprie conclusioni di natura scientifica su quanto avvenuto all’alba di tre mesi fa. Stessa determinazione da parte dei soggetti indicati come parte offesa. Ad essere indicati come soggetti danneggiati dalle fiamme, ci sono alcuni residenti della zona, ma anche i proprietari dell’immobile che ospitava il teatro. L’accertamento Sono attesi per l’accertamento irripetibile - sempre e comunque come parte offesa - i legali rappresentanti di residenti, condomini, della parrocchia e ovviamente il proprietario dell’immobile che ospitava il teatro (Guido Furgiuele, Marco Ambrosio, Salvatore Nugnes, Gaspare Lo Schiavo, avvocato Bruno Larosa). Si prevede una battaglia a colpi di perizie, nel corso della quale si cercherà di indicare il punto di partenza delle fiamme, ma anche l’orario dell’innesco che ha dato inizio al lavoro. Non un dato secondario, quello dell’orario. Parliamo di un fattore probabilmente decisivo per ricostruire eventuali responsabilità dell’incendio. Resta infatti una domanda: se è vero che i lavori di manutenzione del palco si sono protratti fino al pomeriggio del giorno prima della distruzione, per quale motivo le fiamme si sono propagate solo intorno alle cinque del mattino?