Sono due gli indagati per la distruzione del Teatro Sannazaro. A distanza di tre mesi dal rogo che ha cancellato uno dei monumenti della cultura cittadina, c’è una doppia svolta investigativa. Da un lato, infatti, la Procura di Napoli ha deciso di svolgere un accertamento irripetibile sull’ammasso di detriti provocato dal rogo, fissando l’esame dei reperti per il prossimo 27 maggio; dall’altro, gli stessi pm partenopei hanno deciso di iscrivere nel registro degli indagati l’ormai ex gestore Salvatore Vanorio, ma anche un operaio coinvolto nella manutenzione del locale, che risponde al nome di Giuseppe Falco.

Una svolta che corrisponde ad una sorta di accelerata nelle indagini, dal momento che fino a pochi giorni fa il fascicolo era aperto contro ignoti. Doverosa una premessa: entrambi gli indagati rispondono di incendio colposo, quanto basta a ritenere la loro iscrizione nel registro degli indagati come un atto dovuto, in vista di un accertamento irripetibile. Teatro Sannazaro di Napoli, comitato per la rinascita: «Ora può partire la raccolta fondi»Non ci sono al momento ipotizzate accuse di natura dolosa, l’ipotesi è che l’incendio sia stato provocato da cause o fattori accidentali, legati alla gestione dell’immobile e alla sua manutenzione. Il faro Inchiesta condotta dal pm Mario Canale, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Ricci, l’appuntamento per tutti (comprese le parti offese) è alle 10 del mattino del prossimo 27 maggio, all’interno della struttura di via Chiaia 156. C’è una prima indicazione strategica, a leggere l’avviso di conferimento di incarico: si punta infatti ad esaminare i reperti nella zona di palco e sottopalco del teatro. Non sono punti qualsiasi, dunque, ma due zone specifiche, che spostano l’attenzione sulla manutenzione ordinaria del cuore del teatro Sannazaro. È probabile che, fatti i dovuti accertamenti, si punti ad individuare il punto dell’innesco delle fiamme, che hanno poi divorato l’intera struttura.Scrivono gli inquirenti: «L’obiettivo è di individuare luogo, cause e mezzo di attivazione del fuoco che ha permesso poi il propagarsi delle fiamme fino al verificarsi dell’incendio». Uno scenario ancora poco chiaro, che ha spinto gli inquirenti a notificare un atto di garanzia per consentire ai due indagati di nominare consulenti in grado di elaborare la propria ricostruzione di quanto accaduto o scorso 17 febbraio in via Chiaia. Una volta formalizzato l’accesso in presenza di magistrati, vigili del fuoco, periti e avvocati, sarà possibile dare corso alla movimentazione dei detriti, per consentire l’estrazione dei reperti che potrebbero consentire l’individuazione del punto di innesco o del materiale che ha provocato le fiamme. Si procede con cautela e per step, per poi affidarsi a una valutazione scientifica. Una vicenda dolorosa che ha provocato la distruzione di uno dei luoghi di spettacolo più cari ai napoletani, oltre a provocare danni ad alcuni residenti della zona, che hanno subito l’impatto provocato dalla dispersione di fumo, fiamme e cenere. Sono sette le parti offese. Si tratta di residenti o amministratori di condominio vicini al teatro. La cultura Tra le parti offese, la Procura indica anche il ministero della Cultura (che sarà rappresentato dall’avvocatura distrettuale), che in questi ultimi mesi ha mostrato interesse e determinazione nel mettere in campo una strategia di ricostruzione del teatro. Una vicenda che suona come dolorosa anche per i gestori del Sannazaro. Come è noto, lo stesso Salvatore Vanorio in questi mesi è apparso particolarmente provato per l’incendio che ha distrutto il teatro, oltre a risultare in prima linea (assieme alla attrice e regista Lara Sansone, non indagata, ndr) nel lavoro di recupero di uno dei monumenti della cultura napoletana. Una inchiesta che fa registrare comunque una svolta, almeno a provare ad interpretare la strategia investigativa. Dopo mesi di indagini, l’attenzione cade su palco e sottopalco. Quanto basta a scongiurare, almeno per il momento, ipotesi di fiamme scatenate dall’esterno della struttura, magari in seguito al lancio di cicche di sigarette o di petardi. Una ricostruzione che ora attende l’incrocio di dati oggettivi e un probabile confronto a colpi di perizie e consulenze di parte.