Scarti edili e fanghi industriali per ripulire il denaro sporco dei Casalesi, sponda clan Bidognetti. Una cosca sempre meno dedita al piombo e sempre più focalizzata sugli affari. Un business capace, grazie alla collaborazione di un imprenditore “controllato”, di trasformare il veleno in un fiume di denaro. L’ultima inchiesta coordinata dalla Dda e condotta dai carabinieri del Noe di Napoli e Caserta, squarcia il velo su un sistema che lega a doppio filo l’imprenditoria più spregiudicata con il cuore pulsante della camorra casertana. Epicentro di questo terremoto giudiziario la New Ecology Srl, società che sulla carta si occupava di ambiente, ma che sarebbe stata il terminale di un investimento oscuro: soldi contanti versati da Vincenzo D’Angelo, genero del boss Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto ’e Mezzanotte”. D’Angelo, oggi collaboratore di giustizia, era il garante di un accordo che permetteva alla cosca di infiltrarsi nel business dei rifiuti, assicurando vitalizi e prosperità alla famiglia del ras mentre il litorale domitio veniva avvelenato. Fanghi maleodoranti e scarti di demolizione venivano infatti spacciati per sabbia e “tombati” nei terreni agricoli del Casertano.
Secondo quanto accertato dai carabinieri del gruppo per la Tutela dell’Ambiente, diretti dal colonnello Pasquale Starace, l’attività si reggeva sulla sistematica falsificazione dei documenti di trasporto. Rifiuti speciali come fanghi di depurazione e detriti venivano classificati come “sabbione”. I camion così potevano viaggiare senza sospetti e sversare in aree agricole di Capua, Mondragone e Castel Volturno, oltre che nei laghetti naturali adiacenti all'azienda coinvolta. Ieri mattina, in esecuzione di un provvedimento cautelare, è finito agli arresti domiciliari Stanislao Corvino, amministratore di fatto della New Ecology, mentre il fratello Francesco è stato raggiunto dal divieto di dimora in Campania. L’inchiesta coordinata dal pool della Dda composto dall’aggiunto Michele Del Prete e dai sostituti Vincenzo Ranieri e Vincenzo Toscano ha preso quota grazie alle dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia D’Angelo, che da ex esponente del “comitato d’affari” del clan Bidognetti ha indicato nomi e retroscena del business. Scattato anche un maxi-sequestro preventivo da 1,6 milioni di euro. Sotto sigilli il complesso aziendale, automezzi, beni mobili e immobili, oltre a sei suoli agricoli già individuati durante le indagini come siti di sversamento. L’inchiesta si è estesa anche al Napoletano: ingenti quantitativi di scarti sono stati scoperti in un cantiere a Boscofangone di Nola. L’area, un sito industriale di oltre 83mila metri quadrati destinato alla realizzazione di un grande opificio, è stata posta sotto sigilli in coordinamento con la Procura di Nola. Il punto di svolta segna due date esatte: 5 e 26 maggio 2023. È qui che Vincenzo D’Angelo, maturata la decisione di collaborare con la giustizia, rende due interrogatori fiume. «Corvino mi disse che attraversava un momento di difficoltà - spiegava ai pm -. Mi chiese di procurargli lavoro. In cambio mi avrebbe corrisposto il 50 per cento degli utili sui lavori in quanto esponente del clan Bidognetti». E ancora: «Dal 2016 introdussi Corvino nei lavori di smaltimento e movimento terra della clinica Pineta Grande, garantendogli un introito che mi assicurava 80mila euro al mese». Sulla New Ecology: «Dal 2021 sono il socio occulto. Dalla società ho tratto costanti introiti pari al 50 per cento degli utili per i lavori e al 20 per cento per gli utili della gestione dell’impianto». Tra gli undici indagati che devono a vario titolo rispondere delle accuse di traffico e gestione illeciti di rifiuti, associazione per delinquere e riciclaggio, anche il ragioniere Mario Camasso, che avrebbe “corretto” la documentazione necessaria al trasporto dei fanghi, e il commercialista ed ex consigliere comunale di Casagiove, Danilo D’Angelo, che avrebbe assistito la holding nell’emissione di fatture per operazioni inesistenti, creando il velo legale necessario a far uscire i soldi dalla Srl consegnandoli, puliti, al genero del boss.






