Il clan D’Alessandro, colpito stamane da 10 arresti in carcere e uno ai domiciliari (accusati di associazione a delinquere, estorsione e spaccio), voleva mettere le mani sull’appalto da 200 milioni di euro per la costruzione del nuovo ospedale di Castellammare di Stabia. La circostanza emerge in una intercettazione ambientale agli atti dell’ordinanza eseguita stamane dalla Polizia di Stato. Avviene il 25 maggio del 2024, quando uno degli arrestati, Michele Abruzzese, parla con la moglie e la cimice registra queste parole: “A Castellammare non hanno fatto nemmeno il cazzo si sono presi solo i soldi… hanno fatto chiudere le Terme, la Alise… quelli quando mettono mano all’ospedale… ci sta Fango… Cuoricino… O’ Niro…Capa e Bomba…”.

Sono i soprannomi dei vertici della cosca. Sintetizza così il Gip di Napoli Maria Luisa Miranda: “(Abruzzese) asserisce che per la spartizione delle somme di danaro che saranno ricavate dalle attività illecite che verranno eseguite per i lavori di realizzazione del nosocomio, i vertici del clan che usufruiranno di tale beneficio saranno D’Alessandro Pasquale (Fango), il fratello Vincenzo, Cuoricino, D’Alessandro Pasquale inteso O Nir, figlio di Luigi inteso Gigginiello, Carolei Paolo Trenta Denari e lo stesso D’Alessandro Luigi inteso Cap e Bomba o Gigginiello”. Il progetto del nuovo ospedale a cui si accenna è uno di quelli lasciati in eredità dal governatore uscente della Campania Vincenzo De Luca: sorgerà nell’area delle ex Terme, sulla collina del Solaro.