Il piano FIA per rendere le power unit F1 più endotermiche già dal 2027 su cui c’era un accordo di massima ha subito una frenata nelle trattative tra i motoristi della Formula 1 perché la Ferrari teme che il 60-40 annulli i benefici dell’ADUO e finisca per favorire Mercedes.
La Formula 1 aveva trovato un principio di accordo per correggere già dal 2027 le nuove power unit, spostando il peso dal sistema elettrico al motore endotermico. Ma quel piano, che sembrava indirizzato verso una ripartizione più vicina al 60-40 rispetto al 50-50 originario, secondo quanto emerso nel paddock durante il weekend del GP del Canada, avrebbe subito una frenata nella trattativa tra i costruttori. E al centro della frenata c'è anche, e soprattutto, la Ferrari.
La FIA aveva comunicato dopo Miami un "agreement in principle" per aumentare di circa 50 kW la potenza dell'ICE, cioè il motore a combustione, accompagnando l'intervento con un incremento del flusso di carburante e con una riduzione di circa 50 kW della potenza erogata dall'ERS, la parte elettrica della power unit. Un pacchetto pensato per rendere le monoposto meno dipendenti dalla gestione dell'energia e più naturali da guidare. Informazioni raccolte da Fanpage.it confermano che l'accordo di principio discusso in quella sede era effettivamente riferito al 2027, anche se il confronto tecnico e politico è ancora aperto. Perché Ferrari guarda all'ADUO e frena il 60-40 dal 2027 Il punto è che una modifica così pesante non è neutra. Passare già dal 2027 a una power unit più endotermica significa cambiare il peso relativo delle aree su cui i motoristi hanno lavorato per anni. E soprattutto può incidere sull'ADUO, il meccanismo pensato dalla FIA per concedere opportunità di sviluppo extra ai costruttori più indietro sul motore termico.






