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Marco Calabresi

Il numero 1 del mondo al Roland Garros: «Ripenso alla finale dello scorso anno, ma ho sensazioni positive. Qui ci sono tanti bambini, cosa che mi piace molto vedere»

Ieri l'allenamento con Valentin Vacherot, oggi quello con Sebastian Baez, in mezzo l'esibizione in doppio misto per celebrare l'ultimo Roland Garros di Gael Monfils. Ma anche le prime parole, poche, meno del solito, visto il limite di 15 minuti che tanti big del tennis mondiale si sono imposti per l'ormai famosa questione della ripartizione dei montepremi. «Stiamo solo ponendo dei limiti - ha detto Jannik Sinner -. Si tratta di cercare di metterci in una posizione in cui anche noi abbiamo voce in capitolo, e penso che sia giusto farlo. Quando dobbiamo aspettare più di un anno solo per una piccola risposta, non è bello».

Sinner ne aveva parlato anche a Roma, lo ha ovviamente rifatto nel torneo «contestato»: «Non c'è nulla contro i giornalisti. Per il resto ci vuole l’impegno di tutti i giocatori: noi siamo molto uniti e stiamo tutti molto insieme, penso che sia una cosa positiva. Come ho detto anche a Roma, è una questione di rispetto. Allo stesso tempo sento parlare solo di montepremi, ma parliamo anche della pensione, che è un argomento molto importante, perché dopo il tennis speriamo di ricevere anche dei soldi per la pensione. Vediamo come andrà e come anche gli altri tornei del Grande Slam reagiranno dopo questo».