L'artista Giuseppe Penone cammina negli spazi del Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea. È incorniciato da una porta che ne lascia intravedere altre dietro di lui. L'immagine della VII edizione di The Phair | Photo Art Fair, fiera internazionale dedicata alla fotografia e all'immagine contemporanea alla OGR Torino in corso Castelfidardo 22, condensa il rapporto tra corpo, spazio e trasformazione, diventando metafora dell'identità della fiera. Una piattaforma che attraversa linguaggi, discipline e visioni, mettendo al centro la fotografia come territorio aperto, dinamico e in continua evoluzione. E sottolinea il legame profondo di The Phair con la città. Torino centro internazionale della fotografia contemporanea «Con questa VII edizione continua il percorso di crescita internazionale, consolidando Torino come luogo di confronto privilegiato per la fotografia contemporanea e per le nuove pratiche visive» dichiarano Roberto Casiraghi e Paola Rampini, fondatori della fiera che anche quest'anno conferma il sostegno alla fotografia contemporanea attraverso un programma di premi, residenze e acquisizioni. L'allestimento prevede spazi espositivi uniformi per valorizzare le opere in una visita continua che diventa un unico racconto. Tra documento e interpretazione, permanenza e mutamento, ogni opera apre uno spazio di lettura per osservare la complessità del reale. L'obiettivo è ampliare il dialogo fra arte, istituzioni, mercato e nuove piattaforme culturali anche grazie a un talk program con 30 ospiti. Le gallerie internazionali presenti a The Phair 2026 Sono 42 le gallerie italiane e internazionali, con una crescente apertura europea da Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Montenegro e Svezia. Tra le gallerie partecipanti Albumen Gallery di Londra, Jaeger Art di Berlino, Willas contemporary di Stoccolma, insieme a realtà nazionali come Franco Noero, MC2 Gallery, Photo & Contemporary, Tucci Russo Studio per l'Arte Contemporanea, Marcorossi Artecontemporanea e Tallulah Studio Art. Paesaggio, memoria e identità nelle opere in mostra La tensione tra paesaggio, memoria e trasformazione attraversa molte delle ricerche presenti in fiera. «Clematis Tangutica» della svedese Helene Schmitz, presentato da Willas contemporary, indaga la dimensione simbolica e strutturale della natura attraverso dettagli botanici tra osservazione scientifica e visione poetica. «Sigos mes pasos» della cubana Keila Guilarte, proposta da Tallulah Studio Art, offre uno sguardo intimo sulla memoria e l'usura della scarpetta diventa traccia di disciplina, identità e percorso personale. Da Giovanni Gastel ad Andy Warhol La fiera accoglie riferimenti e protagonisti della cultura visiva contemporanea: Giovanni Gastel (Photo & Contemporary), tra eleganza e ironia; Andy Warhol e Bob Dylan (Colombo's Gallery), fino alla ricerca concettuale di Giulio Paolini (Tucci Russo Studio per l'Arte Contemporanea), che interroga il significato stesso dell'esporre. Simona Caprioli racconta la poetica delle sue fotografie Fra gli artisti che vivono a Torino c'è Simona Caprioli. Espone a The Phair con la galleria Ira Leonis di Arles. «Nelle mie foto - racconta - esploro la poetica della soglia, oltre il visibile, per questo non sono mai nitide. Ascolto il peso del mio onirico dando importanza a cosa mi emoziona in relazione col presente. Questo genera un patto tacito con chi guarda che vive una catabasi, un viaggio nella profondità della memoria e di quello che abbiamo dentro. Nei miei scatti provo a non dominare il mondo ma lo accolgo con incertezza figurativa». L'ingresso costa 15 euro.