Comune di Pinerolo e associazione commercianti oggi tornano con due note stampe sulla vicenda dei messaggi anti stranieri e che rimpiangono il Ventennio. Questo dopo che a Pinerolo era scoppiato il caso della chat razzista dei commercianti: i messaggi pubblicati dopo la tragedia di Modena, che avevano spinto la vicesindaca Francesca Costarelli ad abbandonare il gruppo. «Integriamoli, certo, integriamoli a casa loro», è la frase che ha fatto da detonatore, oppure persino richiami a un «nuovo Mussolini» per «rimettere ordine in Italia». Messaggi che sono diventati la goccia che ha fatto traboccare un vaso già troppo pieno. Commenti che, insieme ad altri toni sempre più estremi, ha convinto l'assessora con delega al Commercio a prendere le distanze. Francesca Costarelli e la denuncia Messaggi «avvelenati». Costarelli chiarisce: la sua presenza nella chat non era legata a un obbligo istituzionale, ma a uno spirito di servizio. «Per otto anni ho risposto alle richieste di chiarimento e condiviso informazioni utili per i commercianti - spiega - ma da tempo si respirava un clima avvelenato». Una deriva che, secondo la vicesindaca, è diventata insostenibile. Da qui la polemica che ha portato ad un momento di crisi tra la vicesindaca Francesca Costarelli e il gruppo di categoria. Costarelli chiarisce che la scelta è stata dettata dalla presenza di «commenti razzisti di pochi soggetti» e non da un giudizio sull'intera categoria, definita «cuore pulsante della città». Tuttavia, sottolinea come il clima fosse degenerato, trasformando uno strumento di lavoro in uno spazio segnato da rabbia, cinismo e linguaggio discriminatorio. Pinerolo città inclusiva e replica dei commercianti La vicesindaca ribadisce inoltre la necessità di difendere il profilo di Pinerolo come città «accogliente e inclusiva», puntando su politiche di integrazione anche sul fronte della sicurezza. Puntuale la replica dell'Associazione Commercianti, che respinge le generalizzazioni: «I commercianti di Pinerolo non sono razzisti». I messaggi finiti al centro della polemica vengono definiti «sfoghi sopra le righe», legati all'esasperazione per alcune situazioni, ma non rappresentativi della categoria. L'Associazione rivendica inoltre la propria autonomia e respinge ogni strumentalizzazione politica. Nuova chat ufficiale per ricostruire il dialogo Ora per superare la crisi è stata annunciata la creazione di una nuova chat ufficiale, con regole condivise e un codice di autoregolamentazione, con l'obiettivo di ristabilire un clima più costruttivo. Nonostante lo scontro, entrambe le parti indicano la stessa necessità: abbassare i toni e riportare il confronto sui temi concreti del commercio, ricostruendo un dialogo tra istituzioni e operatori del territorio.