a
"Crediamo che" le circostanze legate alla crisi iraniana "legittimino l'estensione della flessibilità che è stata già concessa per le spese in sicurezza e difesa anche agli investimenti necessari a far fronte alla crisi energetica, perché l'energia è sicurezza e anche l'economia è sicurezza per i nostri sistemi. È oggetto di questa proposta una lettera che io ho scritto alla presidente della Commissione europea per chiedere l'estensione del campo di applicazione della National Escape Clause agli interventi necessari per tutelare le famiglie, i lavoratori e le imprese dall'impatto della crisi. Non si tratta quindi di essere autorizzati a fare maggiore debito, ma di allocare al meglio quello che è già previsto". Così la premier Giorgia Meloni, dopo l'incontro a Palazzo Chigi con il primo ministro irlandese Micheal Martin.
Il governo incontra le associazioni degli autotrasportatori "perché i provvedimenti che vanno in Consiglio dei ministri trattano proprio queste materie. Sono circostanze eccezionali, al di fuori del controllo dei singoli Stati membri, che a nostro avviso necessitano di risposte", ha insistito Meloni riferendosi agli effetti della crisi per effetto della guerra in Iran e della chiusura alla navigazione dello Stretto di Hormuz. "L'inizio del semestre irlandese di presidenza coincide con un momento nel quale l'Europa è chiamata ad agire, dal nostro punto di vista, con coraggio, con concretezza, con velocità: sulla sicurezza, sull'energia, sulla competitività. È evidente che non possiamo continuare a chiedere alle imprese di correre sui mercati globali se siamo poi noi i primi a frenarne la competitività sotto il peso della burocrazia, degli oneri amministrativi, dei regolamenti che finiscono anche per amplificare, in modo asimmetrico tra gli Stati membri, l'aumento dei costi energetici", ha sottolineato Meloni.










