L'Italia insiste perché l'Europa usi la flessibilità del Patto di stabilità per la crisi innescata dalla guerra in Medio Oriente. E non è solo un tema di estendere le deroghe già previste per la difesa anche al caro-energia: è proprio quello di considerare l'energia un tema di sicurezza nazionale. "Siamo davanti a circostanze straordinarie, al di fuori del controllo degli Stati membri, che a nostro avviso necessitano di risposte", ha detto la premier Giorgia Meloni che in un intervento a Roma ha rivelato di averne parlato con la presidente Ue Ursula von der Leyen. Una richiesta che anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti da Nicosia ha fatto parlando all'Ecofin, mostrandosi però fiducioso sull'avvicinamento al commissario all'Economia Valdis Dombrovskis pur se questi "ha il passo dell'alpino lettone", ha scherzato, riferendosi ai lunghi tempi europei per una decisione. Potrebbe servire "qualche giorno, magari qualche settimana", ha detto, ma il mantra è che "la sicurezza economica è sicurezza nazionale". All'Ecofin informale a Nicosia, il ministro si è quindi confrontato nuovamente in bilaterale con il commissario, con cui - ha ironizzato - ormai parla "più che con il ministro della Difesa Guido Crosetto". Se però da Dombrovskis è arrivata una nuova cauta apertura, con l'ammissione che Bruxelles sta "valutando diverse opzioni", non è mancato un nuovo richiamo alla prudenza: eventuali misure dovranno essere "temporanee e mirate", tenendo conto del "limitato spazio fiscale disponibile", ha avvertito.