Sviluppo
Google ha deciso di riscrivere buona parte della propria piattaforma dedicata allo sviluppo software assistito dall’AI. Con Antigravity 2.0, presentato durante Google I/O 2026, l’azienda abbandona progressivamente l’idea classica di IDE (Integrated Development Environment) potenziato da AI e punta invece su un ambiente costruito attorno ad agenti autonomi capaci di coordinarsi, eseguire attività in parallelo e interagire direttamente con terminale, browser e repository di codice.
La scelta arriva in un momento molto particolare per il settore. Strumenti come Cursor, Claude Code, OpenAI Codex e GitHub Copilot hanno trasformato il modo in cui molti sviluppatori scrivono codice; il problema, però, è che la maggior parte di queste piattaforme continua a ruotare attorno al concetto di assistente singolo. Google prova ad andare oltre: più agenti AI che collaborano tra loro, dividono il lavoro e producono “artefatti verificabili” come screenshot, piani di implementazione e sessioni di debug.
I numeri spiegano bene perché Mountain View stia accelerando su questo fronte. Il progetto Gemini CLI aveva già raccolto oltre 100.000 stelle su GitHub e migliaia di contributi pubblici. Antigravity 2.0 nasce anche per consolidare quell’esperienza: unificare editor, terminale, automazioni e orchestrazione AI in una piattaforma unica, riducendo la frammentazione tra plugin, estensioni e servizi esterni.










