C'era poca luce, all'inizio. Tre punti in nove giornate, l'ultimo posto in classifica, e quella sensazione pesante di una stagione già compromessa prima ancora di entrare nel vivo. Invece il Burcei ha riscritto la sua storia, chiudendo il campionato di Seconda categoria al quinto posto e centrando l'obiettivo delle prime sei posizioni che, a un certo punto, sembrava pura utopia. A raccontare questa impresa è il tecnico Danilo Scuda, l'uomo che ha tenuto unito il gruppo nei momenti più bui e lo ha condotto fino a un traguardo insperato. «Sicuramente all'inizio è stato complicato, inutile nasconderlo. Quando hai tre punti dopo nove giornate e sei ultimo, tutto diventa più difficile: l'ambiente perde fiducia, i ragazzi sentono il peso dei risultati e anche ogni episodio sembra girarti contro. Però ho sempre creduto che questa squadra avesse valori molto più importanti rispetto a quello che diceva la classifica».

La svolta non è arrivata da un singolo episodio, ma da un cambio di mentalità costruito giorno dopo giorno. Scuda ha scelto di isolare il gruppo dalla pressione esterna, chiedendo ai suoi di dimenticare la classifica e concentrarsi solo sul lavoro quotidiano. Sul piano tattico, il Burcei ha trovato maggiore equilibrio tra le due fasi, diventando una squadra più compatta e capace di leggere meglio i momenti della partita. «Abbiamo smesso di guardare la classifica e abbiamo iniziato a pensare solo al lavoro quotidiano. Quando inizi a fare prestazioni continue cambia tutto. La squadra ha capito di potersela giocare con chiunque. Anche nelle partite più difficili vedevo atteggiamento, organizzazione e spirito di sacrificio. È lì che ho iniziato a credere davvero nella rimonta».