Roma, 22 maggio 2026 – Conto alla rovescia per le elezioni comunali 2026. Domenica 24 e lunedì 25 maggio gli elettori di 743 amministrazioni italiane sono chiamati alle urne per rinnovare sindaci e consigli comunali. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 del giorno successivo, mentre l'eventuale turno di ballottaggio nei comuni sopra i 15mila abitanti si svolgerà domenica 7 e lunedì 8 giugno con gli stessi orari. Per votare occorre presentarsi al seggio indicato sulla propria tessera elettorale con due documenti: la tessera stessa e un documento d'identità in corso di validità – carta d'identità, passaporto o patente di guida.
Il voto nei comuni piccoli
Nelle realtà fino a 15mila abitanti vige un sistema maggioritario secco, senza ballottaggio: vince chi prende anche un solo voto in più degli altri. La scheda è semplificata e non è ammesso il voto disgiunto: una croce sul nome del candidato sindaco si estende automaticamente alla lista a lui collegata, e viceversa una croce sul simbolo di lista vale anche come voto al sindaco corrispondente. Tracciare un segno sia sul candidato sia su una lista che non lo sostiene comporta l'annullamento della scheda. Sul fronte delle preferenze per il consiglio comunale, nei centri sotto i 5mila abitanti se ne può indicare una sola, scrivendo il cognome del candidato nello spazio accanto al simbolo della lista. Nei comuni tra 5mila e 15mila abitanti le preferenze esprimibili salgono a due, ma devono obbligatoriamente riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda preferenza. È prevista anche una norma specifica per i piccoli comuni in cui si presenta una sola lista: l'elezione è valida soltanto se ha votato almeno il 40% degli aventi diritto e se il candidato unico ha raccolto almeno il 50% dei voti validi.












