Diciotto manufatti abusivi, realizzati su terreni pubblici tra Licola e Marina di Varcaturo, nel comune di Giugliano, sono stati scoperti nel corso di un’indagine coordinata dalla procura di Napoli Nord, che ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip nei confronti di 12 persone "gravemente indiziate" di invasione di terreni pubblici.Il provvedimento è stato eseguito dal nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Napoli, con il supporto del gruppo carabinieri forestali di Napoli e della compagnia carabinieri di Giugliano.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i terreni occupati fanno parte del patrimonio disponibile della Regione Campania e provengono dal disciolto Ente opera nazionale per i combattenti. Le attività di indagine, svolte anche attraverso sopralluoghi e verifiche sui titoli di proprietà degli attuali occupanti, avrebbero consentito di ricostruire la storia dei fabbricati finiti sotto sequestro. Gli indagati, secondo il quadro delineato dalla procura, dopo aver occupato i terreni avrebbero costruito senza autorizzazione 18 manufatti, continuando poi ad abitarli “sine titulo”.Verifiche su fogne abusive e pozzi neriL’indagine non si è fermata agli abusi edilizi. Gli accertamenti sono stati estesi anche allo smaltimento dei reflui domestici. In particolare, sarebbero stati rilevati allacci abusivi alla rete fognaria comunale e fosse di accumulo, i cosiddetti pozzi neri.Su questo fronte sono ancora in corso approfondimenti per verificare la regolarità dello smaltimento dei reflui e le eventuali ripercussioni sulla situazione di grave inquinamento del Lago Patria.Gli immobili risultano inseriti dalla Regione Campania nel "Piano di valorizzazione ed alienazione". Se gli attuali occupanti non dovessero completare, entro un termine prestabilito, il percorso di sdemanializzazione, si procederà al loro sgombero