Circa cinquanta attivisti, tra cui un italiano, che facevano parte dell’ultima spedizione della Global Sumud Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul, in Turchia, per via delle ferite e del trattamento subito durante la loro detenzione da parte dei soldati israeliani. Questa settimana la spedizione era stata bloccata in acque internazionali, gli attivisti arrestati e poi espulsi (alcuni dei quali in Turchia, dove appunto sono stati ricoverati). Gli organizzatori della missione hanno riferito che finora sono stati segnalati almeno 15 casi di violenza sessuale e alcune persone hanno detto di avere fratture ad arti, clavicole e costole, grossi lividi e ferite dovute a proiettili di gomma.
Il ministero degli Esteri ha detto che l’uomo italiano è seguito dal consolato d’Italia a Istanbul da giovedì: una volta arrivato in un ospedale della città è stato ricoverato per accertamenti.
Israele aveva intercettato le barche della Flotilla negli scorsi giorni e aveva portato quasi tutti gli attivisti al porto di Ashdod, in Israele, dove secondo quanto riferito da Adalah, il centro legale indipendente che li assiste, avevano subito maltrattamenti e abusi che avevano causato il ricovero di almeno tre persone.











