Se ne va una delle figure più iconiche del motorsport a stelle e strisce. Due volte campione della Cup Series e grande talento, si è spento dopo una lunga malattia

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È morto a 41 anni Kyle Busch, due volte campione della Cup Series e detentore del record di vittorie nelle tre serie nazionali della Nascar. La leggenda del motorsport americano ha accusato un malore nella giornata di mercoledì mentre stava effettuando dei test nel simulatore di gara Chevrolet a Concord. A quel punto ha smesso di rispondere ed è stato trasportato in un ospedale di Charlotte. La famiglia ha comunicato che Busch era stato ricoverato a causa di una “grave malattia“. Poche ore dopo, è arrivata la tragica notizia. Le cause precise del decesso non sono state rese pubbliche. Diversi report hanno riferito che Busch soffriva da giorni di sintomi influenzali e problemi respiratori aggravati dalle intense sollecitazioni fisiche delle gare. Durante una recente corsa a Watkins Glen, il pilota aveva persino richiesto assistenza medica via radio al proprio team. Avrebbe dovuto partecipare fra tre giorni alla Coca-Cola 600 al Charlotte Motor Speedway.Soprannominato “Rowdy” e “Wild Thing" per le risse post-gara, i continui scontri con altri piloti e il comportamento sopra le righe, ha rappresentato una figura capace di dividere il pubblico come pochi altri nella storia recente della Nascar. Molti appassionati lo consideravano arrogante e provocatorio; altri lo vedevano come un personaggio autentico in un motorsport sempre più mediatico. Busch non cercò mai di modificare la propria immagine per risultare più gradito al pubblico. La sua autenticità ha contribuito alla nascita della celebre “Rowdy Nation”, una comunità di tifosi che lo ha seguito durante tutta la carriera. Anche i suoi rivali più acerrimi hanno sempre riconosciuto il suo immenso talento.