Pubblicato il: 22/05/2026 – 16:19

SORIANO CALABRO Nel Comune di Soriano Calabro «sono state riscontrate forme di ingerenza» da parte della ‘ndrangheta. A metterlo nero su bianco è il ministro all’Interno Matteo Piantedosi, nella relazione che ha portato allo scioglimento dell’ente lo scorso 28 aprile, portando alla caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Tonino De Nardo, eletto a giugno 2024. Il primo cittadino, mai coinvolto in alcuna inchiesta, all’indomani dello scioglimento si era detto rammaricato per una decisione non condivisa, rivendicando il lavoro svolto nei due anni precedenti. Tuttavia, secondo la relazione, le presunte infiltrazioni avrebbero compromesso «l’imparzialità» dell’amministrazione, oltre al «buon andamento e funzionamento dei servizi». Il giudizio del ministro si è basato, a sua volta, sul rapporto della commissione d’accesso, istituita dal Prefetto Anna Aurora Colosimo lo scorso 1 luglio. Secondo il monitoraggio dell’organo prefettizio, sono emersi «elementi concreti e rilevanti» che hanno portato allo scioglimento.

Il contesto criminale e le elezioni del 2024

A pesare anche il contesto, un territorio che «soffre della pervasiva presenza di consorterie» di ‘ndrangheta, come emerso dalle numerose inchieste, tra cui “Luce nei boschi”, “Crimine” e “Habanero”, che hanno svelato le dinamiche interne relative a «faide intestine e feroci fatti di sangue». Le cosche già in passato avevano cercato di influenzare il Comune sorianese, già sciolto due volte, nel 2007 e nel 2022. Un interesse che si sarebbe manifestato anche nell’ultima tornata elettorale del giugno 2024, quando a vincere fu la coalizione “Soriano Futura” con Antonino De Nardo eletto sindaco, contro la coalizione “La Città del Sole” con Francesco Bartone.