Ma c’è molto di interessante anche nella prefazione, scritta da Zvonimir Boban. Un croato, “Zorro”, e un serbo, “Il Genio”. Etnicamente nemici, nella vita grandi amici. Si conobbero giovanissimi da avversari su un campo di calcio e poi durante il servizio militare, svolto nell’esercito di quella che era ancora la Jugoslavia unita. Poi di nuovo insieme al Milan, dove un giorno sul campo di allenamento, Dejan, ancora a digiuno di lingua italiana, chiese all’amico di tradurre questa sua risposta a Fabio Capello: “Digli che è un asino, che non capisce un c…, che io non faccio male a nessuno, che non mi può dire cosa devo fare. Che lo dica a sua madre, non a me”.