L'Italia si conferma al 31° posto nella classifica globale dei 49 Paesi con maggiore capacità di innovazione, secondo il TEHA Global Innosystem Index 2026, presentato al Technology Forum di TEHA Group. Un posizionamento stabile rispetto all'edizione precedente, che vede Singapore al primo posto, seguita da Israele e Regno Unito. Il report rivela un quadro a luci e ombre per il nostro ecosistema innovativo. Se da un lato emergono punti di forza riconosciuti a livello internazionale, dall'altro persistono ritardi strutturali che ne limitano il pieno potenziale.
I punti di forza: ricerca, export e supercomputer
L'analisi di TEHA Group evidenzia come l'Italia eccella in diverse aree cruciali per l'innovazione. Il Paese si distingue per la qualità della ricerca accademica e dei brevetti, posizionandosi al sesto posto mondiale per efficacia nel trasformare ricerca e innovazione in risultati economici concreti. Un dato significativo è la quinta posizione per numero di pubblicazioni scientifiche (circa 814mila) e citazioni (circa 4.365), a testimonianza dell'impatto e della rilevanza internazionale della produzione accademica italiana.
Un altro pilastro dell'innovazione italiana è l'export manifatturiero, che contribuisce alla solidità industriale del Paese. L'Italia si colloca al sesto posto mondiale per la bilancia commerciale di servizi R&D, con un saldo positivo di 3,71 miliardi di dollari, superando Paesi come la Germania e la Francia. Questo indica una forte competitività globale nell'offerta di servizi di ricerca avanzata.










