di Tony Colapinto

Nel dibattito internazionale sull’innovazione, l’Italia è rimasta a lungo fuori dai grandi ecosistemi tecnologici globali. Pur riconosciuta per la sua forza industriale, la creatività e la capacità imprenditoriale diffusa, raramente è stata considerata un punto di riferimento nelle tecnologie emergenti o nella nuova economia digitale.

Per anni il mercato italiano è stato osservato con una certa cautela dagli operatori internazionali: un Paese dal potenziale evidente, ma percepito come meno dinamico rispetto ai grandi hub dell’innovazione globale. Oggi, però, qualcosa sembra cambiare. Investitori, piattaforme internazionali e aziende tecnologiche iniziano a guardare all’Italia con un interesse diverso, in un contesto in cui l’equilibrio globale dell’innovazione sta rapidamente evolvendo.

Roma confermata hub europeo Aibc

“Per molto tempo l’Italia è stata vista come ‘beautiful but lagging‘, bella ma in ritardo”, osserva Olga Yaroshevsky, managing director di Aibc World. “Ma questa definizione non rappresenta più la realtà di un Paese che oggi è pronto a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella nuova economia tecnologica europea”.