“Se realtà come Anthropic, IonQ e altre aziende tecnologiche americane iniziassero realmente a fare squadra in Italia, credo che il Paese potrebbe diventare il principale polo tecnologico europeo”. Conversazione con Marco Pistoia, ceo di IonQ Italia
Da sempre l’Italia viene vista dall’estero come la patria del lusso, del design e della moda. Eppure, più recentemente il nostro Paese ha iniziato ad attrarre investimenti nei settori emergenti, dall’innovazione al deep tech passando anche per la Difesa. Se il tour romano di Dario Amodei, ceo di Anthropic, previsto per fine mese dovesse risultare in un’espansione delle attività della società madre di Claude nel nostro Paese, si tratterebbe di un’ulteriore conferma di questo trend emergente. Airpress ha dialogato con Marco Pistoia, ceo di IonQ Italia (filiale italiana della società madre Usa), per comprendere le ragioni di questo interesse e per delinearne i possibili sviluppi futuri.
Cosa rende l’Italia particolarmente attrattiva per le aziende americane?
L’Italia possiede caratteristiche uniche che spesso vengono sottovalutate all’estero. Per molti anni il dibattito internazionale ha guardato soprattutto alla Germania come motore industriale europeo e alla Francia come motore politico. Oggi però sempre più aziende americane stanno iniziando a vedere nell’Italia qualcosa di diverso: un paese con una straordinaria combinazione di capacità industriale, creatività, flessibilità e profondità tecnologica.







