"Ben Gvir non è l'eccezione del governo israeliano, ma è la regola", dice Elly Schlein al Festival dell'Economia di Trento. Le immagine degli attivisti della Flotilla – da poche ore rientrati in Italia – bendati, legati e inginocchiati pubblicate dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale Ben Gvir hanno fatto il giro del mondo e provocato lo sdegno bipartisan della politica italiana. “Siamo rimasti tutti sconvolti dalla inaudita violenza. I comunicati non bastano perché sono gratis, servono fatti concreti. Il governo tolga il veto sulla sospensione dell'accordo di cooperazione commerciale tra Ue e Israele. Abbiamo sentito il ministro Tajani dire che servono sanzioni per Ben Gvir, ma Ben Gvir non è l'eccezione del governo israeliano ma è la regola. Il governo sa bene che altri Paesi europei non consentiranno l'approvazione di quella sanzione. E per approvarla serve l'unanimità. Per approvare le sanzioni commerciali, non serve l'unanimità: basta la maggioranza qualificata".
La segretaria del Pd si trova a Trento al Festival dell’Economia. Non parla solo di Israele, ma anche di sanità lavoro ed energia, “tre provvedimenti che approveremo subito in caso in caso di vittoria delle prossime elezion e condivisi anche con il resto dell'alleanza progressista”. Non risparmia, dunque, critiche al governo Meloni. Se il centrosinistra andrà al governo ci sarà "subito l'approvazione di un salario minimo. In un paese che ha tra i salari più bassi d'Europa un salario minimo che non sostituisca la contrattazione collettiva, ma che la prenda riferimento settore per settore, però guardando a quei contratti firmati dalle organizzazioni sindacali d'impresa che sono veramente rappresentativi: basta con i contratti pirata che producono precari che danneggiano la crescita e che rubano futuro alle nuove generazioni – commenta Elly Schlein – Quello a cui puntiamo noi è un nuovo patto sociale che sia una strategia per la crescita che è mancata in questi anni". E ancora. "Noi vogliamo provare a portare un nuovo metodo di governo che abbiamo già sperimentato in passato e anche a livello di alcune regioni. Noi vorremmo costruire le basi per un nuovo patto sociale per il lavoro e per il clima, portando al tavolo le organizzazioni d'impresa, le organizzazioni sindacali, ma anche il terzo settore che porta a un contributo importante di sapere soprattutto su come cambiano i bisogni delle nostre comunità e insieme alle università, i centri di ricerca, i comuni – aggiunge la leader dem – Una cosa di questo tipo la facemmo in Emilia-Romagna quando vicepresidente ero io e presidente era Bonaccini. Ci ha aiutato molto durante la pandemia a costruire sinergie a decidere insieme su quali filiere strategiche investire le risorse che arrivavano dal livello europeo dal livello nazionale e quelle che ci impegnavamo in quel tavolo a mettere noi dal livello dal livello regionale".










