Mavi Vatan, letteralmente Patria Blu, è una dottrina strategica, concepita 20 anni fa, diventata il pilastro della strategia di sicurezza nazionale e della visione geopolitica della Turchia. Rivendica la sovranità e i diritti territoriali ed economici turchi su un’area marittima di circa 462mila km quadrati nel Mar Egeo, Mar Nero e Mediterraneo orientale. Quando il Parlamento di Ankara tornerà a riunirsi dopo le festività, dal 31 maggio, il partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdoğan intende portare in Aula una legge per dare cornice e forza giuridica alle rivendicazioni dei turchi sulle aree marittime. Richieste che riguardano non le terre emerse, ma il controllo e lo sfruttamento dei mari che circondano zone di alta rilevanza strategica come quella a sud di Creta o le acque che separano la Grecia da Cipro, oltre a 152 isolotti contesi. O ancora i Dardanelli, il Bosforo e il Mar di Marmara che non sarebbero più considerati “stretti internazionali”, bensì “acque interne turche”.
Un'iniziativa legislativa che avrebbe valore interno alla Turchia e non internazionale, ma preoccupa comunque molto Grecia e Cipro, e di riflesso l'Ue.












