Il dibattito sul destino dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza non può essere ridotto a una mera questione di mattoni e corsie, ma rappresenta lo specchio di una necessità molto più profonda: il ritorno a una pianificazione lungimirante. “La discussione in atto sul futuro dell’Ospedale di Cosenza non è solo una vicenda di edilizia sanitaria: è la grande opportunità per comprendere quanto sia urgente, oggi più che mai, tornare alla Politica con la P maiuscola. C’è una metafora calzante che gira in questi giorni per farsi capire: bisogna evitare di confondere l’idraulico con l’idraulica. La tecnica serve a gestire l’esistente, ma è la visione politica che deve orientare il futuro.” Con queste parole il coordinatore regionale di Base Popolare, Vincenzo Arnone, inquadra la complessità di una scelta che segnerà il territorio per i prossimi decenni.

In quest’ottica, l’appuntamento della manifestazione programmata per il prossimo 26 maggio non deve essere vissuto come una semplice protesta di parte, bensì come un’occasione di confronto per arricchire la prospettiva dell’intera comunità. Per evitare che ogni proposta si areni in uno scontro sterile tra chi invoca il nuovo a prescindere e chi si barrica a difesa dello status quo, diventa fondamentale riscoprire il valore dei corpi intermedi. I partiti politici devono tornare a essere veri luoghi di discussione e rappresentanza dei bisogni dei cittadini e delle forze produttive, superando la deriva che li ha ridotti a semplici comitati elettorali. Le scelte urbanistiche, infatti, determinano inevitabilmente la fortuna o il declino delle diverse aree di un territorio.