Da circa dieci anni si discute su come provvedere all’obsolescenza di quasi tutti gli ospedali della città e il progetto del Parco della Salute, che dovrebbe risolvere il problema, attende l’inizio dei lavori che pare non arrivare mai. La Sanità pubblica è costantemente argomento di polemica politica, ma anche di lamentele e proteste dei cittadini. Le questioni in discussione sono complesse: liste d’attesa, adeguamento delle strutture alle esigenze degli sviluppi della moderna medicina, tempi di decisione. Ma ora è arrivato il momento di intervenire. Per il Parco della Salute, prima si è dovuto stabilire dove collocarlo, poi è nata la disputa sull’eventuale scorporo di Sant’Anna e Regina Margherita. Sono nate tensioni tra autorità accademiche e istituzioni sanitarie su competenze reciproche e relativi poteri. L’arrivo di un commissario è sembrata una svolta, ma anche lui ha dovuto rispettare procedure, autorizzazioni, pareri infiniti. A dire il vero, il problema dei tempi di realizzazione delle opere previste, pubbliche ma anche private, non riguarda solo la Sanità, ma un po’ tutte le pratiche amministrative sia comunali sia regionali. Già le leggi nazionali prescrivono procedure lunghe e complesse. Se si aggiungono, poi, quelle locali, per vedere realizzato un progetto ci vogliono tempi che non corrispondono più alle necessità del mondo attuale. È ora che Cirio e Lo Russo, approfittando della “concordia istituzionale”, varino insieme un piano urgente per snellire i processi burocratici. I cittadini ne saranno infinitamente grati e anche la “dea bendata” si riposerà un po’.