L’attesa di mesi per una visita specialistica che si trasforma in un muro di gomma burocratico proprio il giorno dell’appuntamento. Succede al Policlinico Universitario “Mater Domini” di Catanzaro, dove i cittadini che si mettono in coda allo sportello ticket si scontrano con un cartello perentorio: “Le impegnative dell’anno precedente non sono più valide”. La prenotazione resta formalmente in piedi, ma la ricetta medica scade automaticamente con il cambio d’anno solare.
La denuncia arriva dal Circolo “Giuditta Levato” di Sinistra Italiana di Catanzaro, guidato da Marianna Sodaro, che accende i riflettori su un paradosso quotidiano capace di trasformare il diritto alla salute in una estenuante caccia al tesoro amministrativa, alimentando le storiche inefficienze della gestione sanitaria territoriale in Calabria.
Il rimpallo delle responsabilità e l’impatto sui pazienti
Nel labirinto del sistema sanitario pubblico calabrese, i binari della burocrazia appaiono totalmente separati dalle necessità di cura del malato. Se da un lato la prenotazione garantisce teoricamente il posto, dall’altro l’impegnativa autorizza l’erogazione della prestazione. Quando i tempi d’attesa si dilatano a tal punto da scavalcare l’anno solare, il meccanismo si inceppa. L’azienda sanitaria possiede già tutti i dati del cittadino, conosce la prestazione, il reparto e la data della visita, ma pretende comunque che sia l’utente a sanare l’anomalia amministrativa.








