C’è la squadra più titolata di sempre, il Real Madrid di Sergio Scariolo. Ci sono i campioni in carica del Fenerbahce, anche quest’anno competitivi fino all’ultimo atto. C’è la corazzata Olympiacos, che sogna di diventare campione d’Europa proprio nel palasport degli acerrimi rivali del Panathinaikos – può esserci suggestione sportiva più dolce? E infine c’è la squadra che nessuno aspettava, e invece eccola fra le grandi: la sorpresa Valencia, alle prime Final four di Eurolega della sua storia. Un’edizione che ancora una volta si preannuncia di alto livello, a riprova di un format cestistico consolidato eppure capace di rinnovarsi sull’onda lunga di un weekend – si gioca da venerdì a domenica – animato da decine di migliaia di appassionati. Contando solo chi sarà ad Atene, perché tra chi seguirà da remoto allora si va nell’ordine dei milioni. Finché l’Eurolega durerà.Partiamo dalle questioni di campo. Statistiche alla mano i playoff in realtà hanno rispettato le aspettative: le quattro squadre qualificate sono anche le prime quattro classificate della regular season. Ma sì sa, la fase a eliminazione diretta spesso racconta un’altra storia. Ed erano in molti a pronosticare la caduta del Valencia: compagine giovane, espressione di una gran bella pallacanestro, eppure “neopromossa” – l’anno scorso giocava in Eurocup – e senza il budget delle big del torneo. Ebbene, se il Panathinaikos che vinse il titolo nel 2024 non potrà vivere l’ebbrezza di riprovarci davanti ai propri tifosi – non un pubblico qualunque: l’Oaka Arena è un catino da 20mila spettatori –, la colpa è tutta dei ragazzi di coach Pedro Martinez. Sotto 2-0 nella serie clou, dopo aver perso le prime due partite in casa hanno vinto le due successive fuori per poi aggiudicarsi la contesa in gara-5. Un ribaltone che succede di rado, soprattutto se a farne le spese è un’avversaria esperta come il Pana. È avvisato il Real Madrid, che affronterà il Valencia in semifinale in un derby tutto spagnolo: i blancos si sono aggiudicati gli ultimi quattro incroci stagionali, ma troveranno una squadra da ora o mai più. Sull’altro lato del tabellone ecco invece Olympiacos-Fenerbahce. Se i turchi di Nicolò Melli sono chiamati a difendere il titolo, i greci sono alle quinte Final four consecutive – nessuno come loro: finora hanno chiuso in tutte le posizioni tranne al primo posto, ma sia per il fattore Atene sia in virtù di un roster profondissimo – da Fournier a Vezenkov – questa potrebbe essere davvero la volta buona per sfatare il tabù.Sarà una due-giorni attesa soprattutto dalla Fiba, che celebra l’Eurolega più seguita di sempre. 122,8 milioni di audience televisiva, 1,49 miliardi di interazioni sui social (+80 per cento sulla passata stagione), 3,25 milioni di spettatori complessivi in tutte le arene d’Europa (+8 per cento, i tassi di crescita più alti sono fra Italia e Balcani). Insomma, una competizione dal comprovato appeal continentale anche grazie al notevole equilibrio fra le 36 squadre in corsa, con verdetti incerti fino all’ultimo, nonostante il format semichiuso della lega. La beffa è che proprio al culmine del suo successo l’Eurolega potrebbe essere presto destinata a un forte ridimensionamento, se non si dovesse arrivare a un accordo con il progetto nascente di Nba Europe. Sono settimane di intensi dialoghi tra le controparti europee e americane, gli emissari di Adam Silver si augurano “di lavorare in sinergia con Eurolega per il bene del basket europeo”. Ma al momento, la prospettiva più realistica è che il futuro torneo patrocinato dagli Stati Uniti si prenda la fetta più grossa della torta e il resto faccia da contorno. Viste delle Final four così, sarebbe un peccato.