Ci sono persone che attraversano il mondo dello spettacolo inseguendo la visibilità. E poi ci sono donne che, invece, attraversano la vita cercando qualcosa di molto più difficile: autenticità. Come nel caso di Barbara De Nuntis appartiene a questa seconda categoria. E forse è proprio questo che rende complicato definirla davvero. Attrice, giornalista, autrice, podcaster, volto televisivo. Ma nessuna di queste parole, da sola, riesce a contenerla fino in fondo. Perché Barbara De Nuntis sembra muoversi sempre in uno spazio più intimo, quasi invisibile. Uno spazio in cui il successo non coincide necessariamente con la popolarità, ma con la possibilità di restare fedeli a se stessi. In un tempo in cui tutti sembrano avere fretta di apparire, lei ha scelto la lentezza. Lo studio. La preparazione. La profondità. Ha iniziato giovanissima, sul set di Dino Risi, eppure non ha mai inseguito scorciatoie. Ha rifiutato occasioni che avrebbero potuto renderla più famosa, scegliendo invece percorsi che le somigliassero davvero. E ascoltandola parlare per questa intervista esclusiva per Virgilio Notizie, si ha la sensazione che tutta la sua vita ruoti attorno a una parola sola: consapevolezza. Consapevolezza di ciò che siamo, delle nostre fragilità, delle ferite invisibili che ci guidano senza che ce ne accorgiamo. Non è un caso che oggi il suo podcast, Sintonia Barbara, sia costruito proprio sull’ascolto profondo degli altri. Non l’intervista urlata, non il personaggio da esibire, ma l’essere umano da comprendere. Quasi come se ogni conversazione fosse un tentativo di avvicinarsi un po’ di più a quel mistero che lei stessa definisce “la vita”. Anche il suo percorso artistico sembra andare nella stessa direzione. In Amnesia, il cortometraggio che affronta le radici psicologiche della violenza e della manipolazione, Barbara De Nuntis non interpreta soltanto un ruolo: sembra mettere in scena una parte molto vulnerabile dell’essere umano. E forse anche di sé stessa. Perché nelle sue parole torna continuamente un conflitto silenzioso: quello tra il bisogno di essere amata e il bisogno di meritare quell’amore attraverso il lavoro, la disciplina, la perfezione. C’è qualcosa di profondamente umano nel modo in cui racconta i propri limiti. La timidezza nascosta dietro il palco. L’ansia prima di ogni progetto importante. La severità quasi feroce con cui guarda sé stessa. Eppure, proprio questa fragilità controllata la rende così credibile. Così vera. Barbara De Nuntis, attesa il 12 giugno dalla sfida del documentario Rai La gravità del superfluo, non dà mai l’impressione di voler costruire un personaggio. Sembra piuttosto una donna che, dopo anni, ha finalmente imparato a convivere con tutte le sue contraddizioni. Forse è per questo che questa intervista non può partire da una domanda professionale. Perché prima ancora dei film, della televisione, del teatro o del giornalismo, qui c’è una donna che ha attraversato il tempo cercando di capire chi fosse davvero. E che oggi, forse per la prima volta, sembra aver trovato una forma di pace.
Barbara De Nuntis, l’intervista all’attrice e conduttrice: “La felicità era già nel percorso”
Attrice, giornalista, podcaster: Barbara De Nuntis racconta il bisogno d’amore, la perfezione e la libertà di restare autentica







