Valentina Barbieri, 31 anni

Lo scorso novembre, per Valentina Barbieri, il tempo si è fermato nella stanza di un ospedale. Un ricovero improvviso, arrivato a ridefinire i confini e a rimettere a fuoco le priorità. “A un certo punto sono crollata, era stato un anno molto intenso, pieno di impegni professionali e privati. E credo c'entri anche lo stress accumulato negli anni”, racconta oggi. “Lì però ho riscoperto la bellezza delle cose semplici e da allora sto imparando a gestire la mia emotività. Dopo un mese di pausa, sono tornata più carica che mai”.​È l'altra faccia della determinazione, quella che racconta Valentina, 31 anni, imitatrice e tra le giovani comiche più apprezzate, reduce da una scalata esemplare iniziata nel 2020 quando - intercettando con puntualità l’ascesa di TikTok in Italia - ha cominciato a pubblicare sui social le sue imitazioni e le sue idee. Nonostante infatti all'epoca fosse un’ottima studentessa di ingegneria, era ancora in cerca di qualcosa che la facesse “svegliare davvero felice la mattina”. E alla fine lo ha trovato: oggi è tra i volti di punta di palchi iconici come il GialappaShow e LOL.​Ma dietro il successo ci sono state tanta autodisciplina, un mestiere da inventare da zero e una passione bruciante. La stessa che si riassume in una frase che, a sorpresa, ha impostato come stato di WhatsApp: “Sei nato originale, non morire fotocopia”, si legge. Sembra un paradosso, a vederlo scritto da un’imitatrice, eppure non lo è. Racconta anzi l'urgenza di cercare la propria strada: attraversare le voci degli altri non certo per nascondercisi dentro, bensì per trovare la propria.Ricorda ancora il primo video?“Era una gag di pochi secondi su Instagram. L’avranno vista in 300, soprattutto compagni dell’università. Eppure è proprio quello il momento più imbarazzante: quando sai che devi rompere il ghiaccio davanti a persone che conosci”.Ha scoperto lì di avere un talento comico?“Non sono mai stata la classica bambina che imitava i professori. Al liceo pensavo solo a studiare: sono sempre stata una studentessa modello. Poi sono cresciuta, sono andata all’università e, al secondo anno, mi sono accorta di averlo fatto solo perché spinta dalle convenzioni sociali. Intorno a me i miei compagni avevano fame di fare ciò che facevano, io no: questa cosa mi ha mandato in tilt. E allora ho provato a lavoricchiare a destra e a sinistra: ho fatto la hostess per la Roma calcio, poi le ripetizioni”.Non aveva ancora capito dove voleva andare.“Poi mi sono iscritta a un corso di recitazione da 16 ore a settimana. Avevo 22 anni. L’ho fatto per un anno e mezzo. E i social, a quel punto, sono diventati un palcoscenico”.È stato subito facile?“Ho scoperto quasi per caso di saper fare le imitazioni e ho capito che potevano essere la chiave di volta. La prima è stata Benedetta Rossi. Poi ho cercato un personaggio più mainstream e mi sono orientata su Chiara Ferragni: fu un’esplosione, persino Fedez ricondivise il video. Loro, all’epoca, erano amatissimi e io, all’improvviso, ho ottenuto 50mila follower. A quel punto mi sono detta: e ora che faccio?”.E che ha fatto?“Ci voleva autodisciplina, ma non mi è mai mancata. Ho iniziato a studiare e, soprattutto, a imitare altri personaggi che potevo permettermi. Mi spiego: non avevo un grosso budget, quindi imitavo solo le bionde, perché in quel periodo ero bionda. Ho martellato tantissimo per creare una community”.Appare molto determinata.“Anche troppo, forse”.Alla fine dell’anno scorso ha subito un ricovero dovuto anche a un crollo da stress.“Secondo i medici, lo stress è stato una delle cause, insieme a una forte anemia. Io sono una persona molto emotiva: una che mette tanto impegno nelle cose, tanto cuore. Insomma, spesso le mie emozioni prendono il sopravvento”.Su che cosa ha avuto modo di riflettere in quei giorni di ricovero?“Ho ritrovato il bello nelle cose semplici. Abbiamo troppe preoccupazioni inutili, ci arrabbiamo spesso per cavolate. Per me anche solo vedere il sole entrare dalla finestra al mattino era una gioia: dettagli a cui, quando sei al sicuro a casa tua, non fai caso. Apprezzavo persino la capacità di alzarmi e sentirmi in forze: a volte non riuscivo neanche ad arrivare dal letto al tavolino per fare colazione. In stanza non avevo la tv, niente: ero costretta a pensare. E mi sono resa conto della fortuna di avere accanto qualcuno che mi vuole bene: il mio ragazzo era sempre fuori dalla sala, poteva entrare solo due volte al giorno”.Parla di Thomas Basilico, anche lui creator e comico. State insieme da sette anni e mezzo.“Siamo molto uniti. Condividiamo lo stesso lavoro e siamo entrambi determinati: vogliamo raggiungere gli stessi obiettivi. Certo, è anche un po’ una sfortuna perché finiamo per parlare spesso di lavoro e non stacchi mai, però è bellissimo condividere un progetto. È un bell’incastro”.Dopo il ricovero, a Natale, siete partiti insieme. Destinazione New York. E sui social lei ha scritto: “Questo viaggio mi ha aiutato a spostare lo sguardo, perché per me il Natale da qualche anno ha un sapore diverso”. Da cosa doveva distogliere l’attenzione?“Dal 2020 in poi la mia famiglia si è un po’ sgretolata: alcuni parenti non ci sono stati e il Natale, che era la mia festa preferita, non era più la fiaba di un tempo. Mi ha fatto malissimo. Oggi passo il Natale più con i genitori di Thomas che con i miei: due anni fa abbiamo fatto un viaggio tutti insieme a Londra e mi ha aiutato a togliermi un po’ di pensieri. Quest’anno abbiamo voluto ripetere”.Dopo il ricovero, il suo approccio al lavoro è cambiato?“Sono tornata al lavoro con una carica pazzesca: avevo voglia di prendermi tutto e spaccare. Però, ovviamente, non è stato semplice: nel primo mese ero a terra. Per questo, uscita dall’ospedale, sono stata meno attiva sui social: avevo bisogno di ingranare, anche perché sapevo che sarebbero arrivati mesi intensi”.Nel periodo precedente al crollo, aveva visto qualche avvisaglia?“Ero stanca. Il 2025 è stato un anno estenuante. Neanche in estate sono riuscita a riposare, tra impegni professionali e un trasloco. Ho fatto una vacanza di una settimana, ma non me la sono goduta: avevo già ricevuto la chiamata per LOL e dovevo mettermi sotto a pensare idee. In più ero stata confermata al GialappaShow”.Ha iniziato un percorso di terapia?“Non ancora. Credo sia importantissimo, ma lo è anche trovare la persona giusta”.Trovare un equilibrio tra online e offline, per chi fa un lavoro come il suo, è difficile. Si è data qualche regola nel rapporto col telefono?“Non guardo più X, l’ex Twitter, perché è peggio degli altri social: la gente ci butta dentro tantissima frustrazione. Forse lo fanno perché non c’è un rapporto diretto tra persone, a differenza di Instagram: non stanno scrivendo direttamente a te, insomma. Per carità, non sono una che se la prende troppo, ma i commenti cattivi non fanno bene a nessuno. A me la cattiveria non appartiene”.Da tre anni lavora con la Gialappa’s Band, vera e propria istituzione della tv. Come ha arricchito il suo lavoro, rispetto alla produzione individuale di prima?“Quando è arrivata la chiamata ho capito di aver seminato bene. Lavorare con loro è una scuola quotidiana, perché impari sul campo: mi capita spesso di ‘rubare’ i trucchi comici degli autori. Mi piacerebbe migliorare nella scrittura e anche per questo non smetto di studiare. L’anno scorso, per esempio, ho seguito un corso di make-up perché volevo capire come funzionano le protesi. Per me, però, questo resta un lavoro come tutti gli altri: è come timbrare un cartellino. Il prossimo sogno è sperimentarmi al cinema. Non mi interessa la popolarità in sé, ma portare a termine la mia missione. E se la mia missione è far ridere qualcuno, allora io sono felice”.Ha detto che, come regola per le sue imitazioni, si è data quella di non essere mai inopportuna per non offendere nessuno. Immagino, quindi, che nessuno si sia mai offeso.“All’inizio avevo molta paura, ma finora non è arrivata alcuna recriminazione. Anzi: molte sono rimaste contente”.Chi, ad esempio?“La prima è stata Elisabetta Franchi: mi ha invitato alla sua festa, anni fa, e io ci sono andata vestita e truccata da lei. È stata una serata indimenticabile. Anche Michelle [Hunziker, ndr] è stata super contenta: ogni tanto ci scriviamo, è carinissima. Lo stesso vale per Chiara Ferragni e Francesca Fagnani: colleziono solo bei ricordi, nelle occasioni in cui è capitato di incontrarle”.E Sabrina Ferilli?“Non mi è ancora capitato di incrociarla e un po’ mi dispiace, perché mi sto divertendo molto a farla. In passato ha avuto tante imitazioni ed ero titubante. Quando invece l’ho proposta al GialappaShow, l’ho fatto in una chiave talmente diversa che abbiamo creato una bella cosa: mentre gli altri rappresentavano solo la figura romana, a me interessava vederla dal lato attoriale”.L'esperienza a LOL, invece, l’ha più soddisfatta o spaventata?“Ero molto indecisa se partecipare. È un programma molto visto e io, a volte, non mi fido molto di me stessa: temevo di non fare bella figura. Poi mi sono fatta coraggio e mi sono messa in gioco. Sono contentissima di come sia andata: è un gioco tostissimo, soprattutto quando vedi che gli altri non ridono di te. Per me ridere è importantissimo: come faccio a divertirmi se non posso farlo?”.Ridere come una missione. I suoi genitori hanno capito subito la sua scelta, quando ha deciso di cambiare vita?“Mia madre è sempre stata accondiscendente: era soddisfatta di qualsiasi strada potessi intraprendere, purché fosse una strada che non mi facesse del male. Papà un po’ meno, perché è più spaventato: all’inizio non capiva certi meccanismi, credeva che pubblicare sui social fosse un passatempo. Poi credo abbia capito: come fai a dire a un figlio di non fare qualcosa che gli appartiene?”.