(Il Sole 24 Ore Radiocor) Puig accusa duramente il colpo alla Borsa di Madrid dell'abbandono delle trattative per una fusione con il gigante americano della cosmetica Estée Lauder. Il titolo del gruppo spagnolo perde il 14%, registrando l'andamento peggiore dell’indice Stoxx Europe 600. Nell’after-hours Usa, invece, Estée Lauder ha messo a segno un rialzo dell’11,5%. I due gruppi hanno annunciato nella serata di ieri «di avere posto termine alle trattative per una potenziale aggregazione», che avrebbe creato un colosso del lusso e della cosmesi del valore di 40 miliardi di dollari. Non sono stati forniti i motivi dello stop ai colloqui. «Questa decisione non modifica la nostra strategia. Continuiamo a puntare sui nostri punti di forza nel settore della bellezza di alta gamma», ha assicurato José Manuel Albesa, il Ceo di Puig, definendo le discussioni con Estée Lauder "significative". Il ceo, citato in un comunicato, elogia la "solidità" del gruppo, fondato nel 1914 in Catalogna, «come azienda indipendente», assicurando che Puig continuerà ad adottare «un approccio altamente selettivo e orientato alla creazione di valore nelle fusioni e acquisizioni, al fine di continuare a completare il nostro portafoglio». Il gruppo spagnolo è proprietario dei marchi Paco Rabanne e Jean-Paul Gaultier e nel 2025 ha registrato un utile netto rettificato di quasi 600 milioni di euro, con un fatturato di oltre 5 miliardi di euro. Estée Lauder, fondata nel 1946, proprietaria di marchi quali La Mer, Clinique, MAC e Bobbi Brown, nell’esercizio al 30 giugno 2025 ha realizzato un fatturato netto di 14,3 miliardi di dollari, in calo dell'8%, con una perdita netta di 1,133 miliardi di dollari, dovuta principalmente alla svalutazione dell'avviamento e agli oneri di ristrutturazione. Nel febbraio 2025, il gruppo Usa ha annunciato un piano di ristrutturazione, con l'eliminazione di 5.800-7.000 posti di lavoro entro la fine del 2026. Il piano ha permesso una ripresa. Nei nove mesi allo scorso marzo i ricavi sono saliti del 5% a 11,4 miliardi di dollari, con un utile operativo di 819 milioni (contro una perdita di 395 milioni) e un utile netto di 298 milioni. Puig e Lauder avevano confermato le trattative per una possibile fusione il 23 marzo, sulla scia di indiscrezioni di stampa. Entrambe le società sono a controllo famigliare. Il titolo Puig ha perso gradualmente terreno dall’Ipo nel maggio 2024 e Lauder è di circa l’80% al di sotto dei massimi segnati nel 2021, sia per l’indebolimento del business, sia per problemi di successione. Secondo il 'Financial Times', che cita persone vicine alla questione, le trattative si sono arenate su problemi quali la suddivisione dei poteri tra le due famiglie e il numero di rappresentanti in cda. Secondo il quotidiano spagnolo Expansion, i colloqui si sarebbero fatti più complicati anche perchè Charlotte Tilbury, fondatrice del brand di cosmetici premium che porta il suo nome, avrebbe tentato di rinegoziare le condizioni del riacquisto della sua partecipazione.