Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Birmingham l’obesità potrebbe lasciare una sorta di impronta su alcune cellule del sistema immunitario che potrebbe durare anche fino a dieci anni dalla perdita di peso. Questo potrebbe implicare un un rischio di patologie correlate all’obesità anche anni dopo la perdita di peso.

Oggi l'obesità è considerata una delle emergenze sanitarie più urgenti. Il numero di persone affette da questa condizione negli ultimi anni è cresciuto in modo allarmante. Secondo i dati più recenti, si stima che questa condizione interessi circa un miliardo di persone in tutto il mondo. Oltre a impattare sulla qualità di vita nel presente, l'obesità sul lungo periodo può aumentare il rischio di sviluppare malattie metaboliche, come il diabete, patologie cardiovascolari, ictus e diversi tipi di tumore.

Sebbene gli effetti sul lungo periodo dell'obesità fossero già noti, oggi un nuovo studio mette in guardia su un'altra possibile conseguenza dell'obesità, finora sconosciuta: secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Birmingham, infatti, questa condizione potrebbe lasciare una sorta di impronta su alcune cellule del sistema immunitario. Questa "memoria dell'obesità" potrebbe durare anche fino a dieci anni dalla perdita di peso, esponendo così chi è stato obeso a "un rischio persistente di patologie correlate all'obesità anche anni dopo aver perso peso". La memoria dell'obesità nelle cellule immunitarie Gli autori dello studio, appena pubblicato su EMBO Reports, hanno infatti scoperto che "le cellule immunitarie note come linfociti T helper (o linfociti CD4+) conservano una memoria a lungo termine dell'obesità". Questa sorta di "impronta" è il risultato di un particolare processo, la metilazione del DNA, attraverso cui alcuni specifici marcatori – possiamo immaginarli alla stregua di "etichette" – si legano al DNA delle cellule immunitarie. Si potrebbe pensare che una volta perso il peso in eccesso, queste etichette lasciate dall'obesità sul DNA cellulare scompaiono. Invece i ricercatori dell'Università Birmingham, con il supporto del National Institute for Health and Care Research (NIHR) Biomedical Research Centre di Birmingham, hanno scoperto che queste etichette possono rimanere per un periodo compreso tra 5 e 10 anni dopo che le persone hanno perso peso.