di
Donatella Tiraboschi
Continuano i furti nell'aeroporto bergamasco. Nel mirino cofano, fari, paraurti e parti del motore. Danni sulle vetture fino a 30 mila euro. La società che gestisce lo scalo corre ai ripari: «Più luci e vigilanti notturni»
Non è più sicuro parcheggiare all’aeroporto di Orio? La domanda imperversa sul web dove, oltre ai casi dell’imprenditore bresciano Andrea Montini e di un manager comasco riportati dal Corriere Bergamo, sono spuntati su alcuni siti (come, ad esempio, il profilo Instagram di Orgoglio Bresciano) segnalazioni documentate di altre vandalizzazioni automobilistiche riferibili allo scalo bergamasco. I «Lupin delle carrozzerie» hanno seguito lo stesso copione: adocchiato i macchinoni (perché l’obiettivo non sono certo le utilitarie), hanno provveduto a smantellarli, prelevando (costosi) pezzi di carrozzeria e parti meccaniche, brutalizzandoli e mettendoli completamente fuori uso con danni per migliaia di euro (35 mila per l’esattezza quelli registrati sulla Bmw di Montini).
Dunque, non si è trattato di un episodio sporadico, ma di un sequel di furti concentrati nello scorso fine settimana, sui quali, si premura di ribadire Sacbo, «stiamo collaborando attivamente con le forze dell’ordine, impegnate nelle indagini che riguardano un tipo di reato perpetrato anche in altri aeroporti, e con la società che gestisce l’area di sosta». Si tratta di Apcoa, il principale fornitore europeo di servizi di gestione dei parcheggi e mobilità urbana. In Italia gestisce circa 250 parcheggi e oltre 110 mila posti auto, collaborando con fiere, grandi amministrazioni comunali (tra cui Milano, Roma e Bologna) e aeroporti.











