L’oscurità totale del parcheggio P3 dell’aeroporto di Orio al Serio. Un viaggiatore in giacca e cravatta che, all’1:30 di notte, apre la portiera della sua Bmw, si siede al volante e, guardando oltre il parabrezza, realizza che l’intera parte anteriore dell’auto non esiste più: cofano, fari, paraurti, radiatore e pezzi di motore smantellati e portati via. Una scena che nessun passeggero vorrebbe mai vivere al rientro da un volo, ma che ora è destinata a innescare un rafforzamento strutturale nei livelli di sorveglianza dello scalo bergamasco, a vantaggio di tutti i futuri clienti delle aree di sosta. La vicenda, riportata dal Corriere della Sera, ha come protagonista Andrea Montini, un uomo d’affari bresciano di ritorno da un viaggio di lavoro di due giorni. Il grave episodio di vandalismo e furto ha spinto la vittima a denunciare tutto: “Bergamo non mi vedrà più”.

I danni stimati si aggirano intorno ai 20.000 euro, a cui si sommerà un fermo del veicolo di circa due mesi per le necessarie riparazioni. Per i viaggiatori che abitualmente utilizzano i parcheggi aeroportuali, il racconto di Montini mette in luce criticità specifiche legate all’illuminazione delle zone periferiche. “E pensare che, a causa del buio pesto del parcheggio, me ne sono accorto nel momento in cui mi sono messo al volante“, ha spiegato l’imprenditore al Corriere. “Ho guardato davanti e il cofano non c’era più”.