Era al volante di una macchina presa in car sharing al Campus Einaudi quando gli sono piombati in auto due ragazzi con la scusa di un passaggio. Dopo aver percorso poche centinaia di metri, però, uno di questi, che sedeva sul sedile posteriore, gli ha puntato qualcosa di appuntito al collo – forse un coltello – obbligandolo a scendere e a mollare la 500 elettrica. Che è poi stata ritrovata qualche ora dopo parcheggiata in piazza Bottesini, in Barriera di Milano.

Dei ladri, «due ragazzi di origini nordafricane e molto giovani», nessuna traccia per il momento. «Ho avuto paura, certo, ma, per fortuna non mi hanno fatto del male» – racconta la vittima della rapina, un architetto di 25 anni. Che, l’altra mattina, ha noleggiato l’auto al Campus Einaudi per tornare a casa. Ma, dopo aver percorso appena qualche centinaio di metri, in corso Regina Margherita all’angolo con via Rossini, mentre era fermo al semaforo, si è visto aprire la portiera lato passeggero.

«Si è affacciato un ragazzo e mi ha chiesto un passaggio – ricorda – io sono rimasto un po’ sorpreso, soprattutto perché credevo che le portiere fossero bloccate. Invece, in un attimo, ho sentito che si apriva anche quella dal mio lato». L’architetto è preso in contropiede e fa accomodare i due ragazzi sulla 500, uno a fianco a lui, l’altro sul sedile posteriore.