Era stato fermato lungo l’autostrada A4 a bordo di un’auto di car sharing rubata e non aveva la patente. Ora per un 19enne torinese sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di furto aggravato e riciclaggio di veicoli. Nei giorni scorsi la polizia stradale di Novara Est ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Torino nei confronti di un uomo residente nel capoluogo piemontese, ritenuto responsabile di una serie di furti avvenuti a settembre a Torino.
Furti nella notte a Torino: l’inizio delle indagini
L’inchiesta è partita nella notte del 6 settembre. Quella notte vengono messe a segno due spaccate da cinque persone con il volto travisato. La prima avviene in un deposito di auto custodite in deposito. Una delle auto rubate verrà usata come un ariete per sfondare il muro di cinta del deposito. Dal deposito verrà portata via anche una Fiat 500 appartenente a una società di car sharing. Poche ore dopo la banda forza la saracinesca di un negozio di cosmetici in corso Francia e depreda il negozio.
Auto rubata e targa contraffatta: i dettagli dell’arresto
Ed è negli ultimi giorni che è ricomparsa la Fiat 500. Viene intercettata sull’A4 all’altezza di Chivasso da una pattuglia della polizia stradale di Novara. Alla guida si trova il 19enne privo di patente. Ha però con sé la chiave di avviamento di uno dei veicoli rubati dal deposito. La polizia indaga e riesce così a scoprire che il 19enne è uno dei cinque responsabili dei furti della notte del 6 settembre. Oltre alle denunce per i colpi messi a segno, l’uomo è stato accusato anche di riciclaggio: è emerso infatti che la Fiat 500, rubata già nel mese di giugno dalla flotta di una società di car sharing, era stata dotata di una targa sottratta a un altro veicolo.










