Un team di ricercatori dell'Università di Tokyo ha sviluppato un innovativo dispositivo a commutazione magnetica che potrebbe ridefinire i limiti prestazionali dell'hardware di elaborazione moderno. Pubblicato sulla rivista Science e costruito sulle basi di una precedente ricerca apparsa su Nature a gennaio 2025, il progetto introduce una tecnologia spintronica capace di cambiare lo stato binario a una velocità nell'ordine dei picosecondi, un livello fino a 1.000 volte superiore rispetto agli acceleratori AI più rapidi oggi disponibili sul mercato basati sul silicio.

Il risultato più interessante riguarda la possibilità di invertire uno stato binario tramite un impulso elettrico di appena 40 picosecondi, equivalenti a 40 trilionesimi di secondo. Per confronto, i processori tradizionali basati su silicio operano normalmente su scala di nanosecondi, già considerata estremamente veloce ma comunque fino a mille volte più lenta rispetto a questa nuova soluzione.

Alla base del dispositivo c'è un composto di manganese e stagno (Mn3Sn), classificato come antiferromagnete. Questa scelta permette di sfruttare la spintronica, tecnologia che utilizza non solo la carica elettronica ma anche il magnetismo (spin), per elaborare, memorizzare e trasmettere dati. Rispetto ai semiconduttori convenzionali, questo approccio riduce in modo drastico il calore resistivo generato durante il funzionamento.