I Neanderthal nell'Europa meridionale raccoglievano già 160.000 di anni fa i molluschi con strategie stagionali simili a quelle attuali cioè con una netta preferenza per i mesi più freddi. E' quanto emerge dallo studio internazionale pubblicato sulla rivista dell'Accademia nazionale delle Scienze degli Stati Unjiti, Pnas, e condotto dall'Istituto di Scienze e Tecnologie Ambientali dell'Università Autonoma di Barcellona (ICTA-UAB), dall'IsoTOPIK Lab dell'Università di Burgos (UBU) e dall'Istituto Internazionale di Ricerche Preistoriche della Cantabria dell'Università della Cantabria (UC).
I dati emergono dall'analisi della composizione degli isotopi dell'ossigeno di 40 conchiglie di Phorcus turbinatus e 15 di Patella ferruginea recuperate dalla grotta di Los Aviones nella penisola iberica. Questi isotopi forniscono, infatti, informazioni sulla temperatura dell'acqua di mare durante la vita dei molluschi, consentendo di ricostruire la stagione in cui le conchiglie venivano raccolte e consumate.
"I Neanderthal - afferma Asier García-Escárzaga, autore principale della ricerca - raccoglievano molluschi durante tutto l'anno, ma il 78% degli esemplari di P. turbinatus e il 60% di P. ferruginea venivano raccolti durante i mesi più freddi dell'anno, tra novembre e aprile. Uno schema molto simile a quello sviluppato dagli umani moderni in Europa e in altre regioni e che non può essere casuale". La raccolta invernale coincide, infatti, con i periodi in cui alcune specie di molluschi hanno una maggiore resa di carne, sapore e consistenza.








