Lei: “dove mettiamo questo nano da giardino che ci hanno regalato i tuoi zii? “, lui: “in giardino, ovvio!”, lei: “ma sei matto? Troviamogli un posto in cantina”, lui: “ma se poi ci vengono a trovare e non lo vedono cosa diciamo?”, lei “che si è rotto!”, lui: “brava, cosi ce lo regalano di nuovo!”. Comincia cosi una delle prime discussioni di due sposini al ritorno dal viaggio di nozze. Un semplice scambio di battute che si risolve con complicità ma potrebbe anche sfociare in un aspro litigio. La causa? Un regalo di nozze scelto, in buonafede, sul proprio gusto personale dando per scontato che coincida con quello della coppia.

L’elenco dei doni nuziali sbagliati è infinito: si va da ingombranti soprammobili a inutili e improbabili elettrodomestici, da lampade di sale himalayano a piccoli ninnoli di oggi, angioletti e fate degni delle “buone cose di pessimo gusto” che descrive Guido Gozzano ne “L’amica di nonna Speranza”. A guardare sul web, saltando da un sito all’altro dedicati al matrimonio, si scopre che consigli e indicazioni per liberarsi di quei regali che proprio non ci azzeccano e farli sparire, alcuni dei quali visibilmente riciclati, scorrono a fiumi.

Esiste, però, un galateo del matrimonio, sia per gli sposi sia per gli invitati, che chiunque può seguire alla lettera o meno a seconda della situazione e del grado di confidenza e famigliarità. Ricordando che la regola fondamentale per un invitato è questa: in un giorno così importante deve essere protagonista la coppia e nessun altro. Ecco allora alcune indicazioni generali, non solo di bon ton ma anche di rispetto, che ci permettono, da sposi o da invitati, di testimoniare il nostro partecipe sentimento senza invasioni di campo.