"L'Italia è entrata a far parte del progetto Sesame. E' stato appena concluso infatti l'accordo di collaborazione per questo acceleratore che si trova in Giordania e il cui direttore scientifico è un italiano. In questa infrastruttura di ricerca americani, europei, iraniani, giordani, siriani, palestinesi, israeliani lavorano insieme: la diplomazia scientifica può essere uno straordinario detonatore di pace, un modo per tenere insieme che regole diverse si stanno temporaneamente separando".

Così la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini all'evento dei consulenti del lavoro. Sulla cosiddetta "mobilità dei cervelli": "dobbbiamo dare a tutti gli scienzati l'opportunità di scegliere se restare o andare fuori. Dobbiamo avere in Italia ecosistemi di ricerca ospitali. E' sano fare ricerca fuori dall'Italia, abbiamo luoghi dove i ricercatori devono stare", ha osservato la ministra, la quale ha ricordato che sono stati investiti 11 miliardi del Pnrr per creare infrastrutture per consentire ai ricercatori italiani di tornare e a quelli agli stranieri di venire nel nostro Paese.

Bernini ha poi reso noto che è stato firmato un accordo per rafforzare la cooperazione in ambito di ricerca con l'India, per docenti, ricercatori e personale tecnico. "Con l'India abbiamo rapporti di collaborazione forti. Supercalcolatore Leonardo che gestisce grandi dati piace molto all'India che ha una forte propensione per le Stem. Lavoriamo insieme su tecnologie quantistiche geotermia, mobilità sostenibile, terapie geniche e farmaci. La pandemia ci ha fatto fare un salto in avanti incredibile abbiamo con i vaccini applicato terapie innovative con un avvicinamento progressivo alla guarigione. Lavoriamo anche con l'Africa", ha affernato Bernini. "E' un momento molto positivo per la ricerca italiana - ha concluso - non facciamo dello sconfittismo sulla pelle dei ricercatori e degli scienziati italiani". Infine sulle Stem: "sono gettonate ma permangono strani pregiudizi culturali".