L'Italia entra a far parte del progetto Sesame. E' stato concluso l'accordo di collaborazione fra il ministero dell'Università e la Ricerca per l'acceleratore Sesame, che si trova in Giordania. Lo ha reso noto la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. "Abbiamo concluso un accordo di collaborazione per rendere efficace la nostra partecipazione a un'infrastruttura di ricerca importantissima, la più importante del Medio Oriente, si chiama Sesame, dove attraverso un sincrotrone si fa insieme biomedicina e alta tecnologia, archeologia tecnologica in cui lavorano insieme ricercatori italiani. palestinesi, iraniani, giordani e israeliani", ha proseguito Bernini. "E' anche attraverso queste infrastrutture, anche attraverso la mobilità dei ricercatori, a cui noi dobbiamo comunque dare le opportunità e le condizioni di ritornare, che - ha concluso - si fa diplomazia scientifica e si creano le condizioni per un mondo e un Paese migliore".La richiesta dell'Italia di entrare nella collaborazione Sesame come membro associato è stata approvata nella riunione del Consiglio dell'organizzazione che si è riunito a Grenoble il 19 e 20 maggio, rende noto il ministero per l'Univesità e la Ricerca. Sesame (Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East) è un laboratorio internazionale che opera sotto l'egida dell'Unesco, con sede ad Allan, in Giordania. Nella struttura si svolgono ricerche multidisciplinari cui partecipano scienziati provenienti da tutto il mondo.Il cuore tecnologico dell'infrastruttura è una sorgente di luce di sincrotrone, un acceleratore di particelle capace di osservare la materia su scala microscopica con un livello di precisione estremamente avanzato. L'Italia ha scelto di sostenerne lo sviluppo fin dalle fasi iniziali del progetto, sia attraverso il contributo scientifico di enti e università, fra i quali l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Elettra Sincrotrone Trieste, Sapienza Università di Roma e Fondazione Città della Scienza di Napoli, sia attraverso un sostegno economico pari a 5 milioni di euro, destinato a realizzare di strumenti e componenti tecnologici avanzati e alla formazione del personale impegnato nell'infrastruttura. Con l'ingresso come membro associato, "l'Italia - rileva il Mur - il punta ora a rafforzare ulteriormente la propria presenza scientifica all'interno di Sesame e il proprio ruolo come ponte di cooperazione tra Europa, Mediterraneo e Medio Oriente, promuovendo la scienza come strumento di dialogo, innovazione e sviluppo condiviso"