la protestaLe “dimissioni” di 200 medici: non possiamo garantire la saluteGesto di provocazione per denunciare il mancato rinnovo dell’accordo integrativoPietro LambertiniPESCARA Nome, cognome e firma. Ripetuto per duecento volte. Ieri, i medici di famiglia hanno firmato un’ideale lettera di dimissioni «da consegnare all’assessore alla Salute Nicoletta Verì»: «Dimissioni dall’accordo collettivo nazionale e dagli incarichi convenzionali di medicina generale conferitici dalle Asl abruzzesi», recita la lettera stampata e attaccata all’ingresso dell’assessorato regionale alla Sanità, in via Conte di Ruvo a Pescara. Una provocazione: per adesso, nessuno si dimetterà. Ma i medici hanno protestato indossando i camici bianchi di tutti i giorni e sfilando, uno a uno, fino all’assessorato. Prima il blocco della strada – giusto un pugno di minuti –, poi i fischi e le richieste scandite al megafono: «Abbiamo scelto di protestare in modo civile ma determinato per difendere la sanità pubblica, il diritto alla salute dei cittadini e la dignità della nostra professione», dice ancora la lettera. E, secondo i medici, «questa difficile decisione è il risultato di anni di ascolto inascoltato, promesse disattese e condizioni di lavoro divenute insostenibili. Non siamo più orgogliosi di garantire ai cittadini l’assistenza che meritano e che noi stessi vorremmo poter offrire».PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE OPPURE IN EDICOLA Leggi anche Leggi anche