La notizia è arrivata di prima mattina di ieri e sembrava una di quelle che avrebbero aperto un grande dibattito. L’intenzione c’era. Ma alla fine la lettera che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha scritto lo scorso 18 maggio ai vertici dell’Ue dove ha lanciato la proposta di far entrare l’Ucraina in Europa con lo status di “membro associato” non è rimbalzata granché nelle diverse cancellerie europee. Anzi. C’è cautela e tiepidezza. In Italia il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, interpellato dal Foglio sulla questione, ha risposto così: “Il paese è candidato, ma avanti prima coi Balcani”. E a ben vedere in tutto il Partito popolare europeo la proposta del cancelliere tedesco non ha fatto breccia.La proposta del cancelliereMerz, nel documento, ha voluto provare a risolvere uno stallo e accorciare i tempi. Visto che l’Ue “non riuscirà a completare il processo di adesione dell’Ucraina nell’Ue nel prossimo futuro”, a causa di “innumerevoli ostacoli e complessità politiche nelle procedure di ratifica”, Kyiv potrebbe entrare in un altro modo. Come “membro associato”, appunto. Nel concreto, la proposta prevede che Kyiv possa partecipare alle riunioni del Consiglio, senza diritto di voto. L'Ucraina avrebbe diritto a un membro nella Commissione europea — senza portafoglio ma con piena partecipazione ai lavori — e a membri associati al Parlamento europeo, anch'essi senza voto. L'acquisto comunitario si applicherebbe gradualmente, in parallelo ai progressi nei negoziati, così come il bilancio Ue, limitato inizialmente ai programmi in gestione diretta.La proposta non è stata commentata in Europa anche perché ha spiazzato un po’ tutti. Il prossimo Consiglio europeo è fissato per il 18 giugno. Perché accelerare così tanto? Merz vuole usare l’argomento in un’eventuale trattativa con Mosca? Tempismo e strategia lasciano talmente perplessi che anche i politici italiani più filo ucraini, a partire da Carlo Calenda, interpellati sul punto, glissano: “Dobbiamo capire”.La reazione di TajaniCi sono due timori principali. Il primo è sentito anche a Kyiv. In questo modo non si rischia di ritardare il reale ingresso dell’Ucraina in Ue? Il secondo è ancor più sostanziale: riguarda i soldi. Zelensky aveva garantito che in caso di un ingresso immediato in Ue era disposto a rinunciare alla partecipazione per tre anni ai fondi europei. Per Kyiv sarebbe stato disposto solo un grande fondo per la ricostruzione. Francesi e polacchi in particolare sono preoccupati che la partecipazione ucraina ai fondi di coesione e a quelli per l’agricoltura finisca con azzerarli. Se il presidente ucraino aveva accettato di rinunciarvi in caso di ingresso effettivo, farebbe altrettanto con questo status ibrido? Infine, ci sono gli altri paesi candidati. Come sarà giustificato un ingresso anche solo a metà dell’Ucraina, prima di altri paesi che sono in “coda” da molto più tempo? Limature necessarie.La posizione dell'eurodeputato
Le timide reazioni italiane (ed europee) e i dubbi sulla proposta di Merz sull'Ucraina in Ue
Il cancelliere tedesco vuole far entrare l'Ucraina nell'Unione come "membro associato". Ma l'idea non convince i ventisette, soprattutto per quanto riguarda le ricadute economiche che l'ingresso di Kyiv avrebbe per tutta l'Ue. Dietro questa mossa c'è anche chi teme che l'ingresso reale di Kyiv in Ue finisca sul tavolo della trattativa con Mosca











